Calcio in lutto: non ce l’ha fatta questa giovane promessa tarantina a sconfiggere una terribile malattia che l’aveva colpito da due anni

Tutto il mondo del calcio è in lutto: a volte arrivano certe notizie che non vorremmo mai pubblicare, soprattutto quando si tratta di giovani talenti. Morire per colpa della leucemia è una tragedia a qualsiasi età, ma se a perdere la vita è un ragazzino di soli 15 anni, allora le cose cambiano notevolmente. Nessuno, chiaramente, conosce il suo destino, ma quando una giovane vita si interrompe in modo così improvviso qualche domanda è inevitabile farsela.

È quello che è successo a Taranto, dove Alessio Romanazzi, un ragazzino che aveva da poco compiuto 15 anni, ci ha lasciati. Il mondo del calcio è ora in lutto, visto che Alessio era un giovanissimo talento: una di quelle promesse di cui si parla un gran bene, il cui nome aveva cominciato a circolare sulla bocca di tutti gli addetti ai lavori.

Alessio Romanazzi era un talento del calcio tarantino: due anni fa la dolorosa scoperta della malattia

Una storia tragica quella di Alessio, che già a soli nove anni aveva dovuto dire addio alla madre e da quel momento viveva in una casa-famiglia. In compagnia del fratello gemello aveva provato a cambiare la sua vita sfondando nel mondo del calcio. La sua “carriera” è cominciata in quella squadra che poi si sarebbe trasformata nella New Team di Leonzio Sgobba, i cui allenamenti vengono organizzati nel campetto dell’Istituto Maria Immacolata. Un modo perfetto per provare a recuperare il maggior numero di ragazzi disagiati, la cui unica ancora di salvezza dalla strada è rappresentata dallo sport.

Alessio era una giovanissima promessa del calcio tarantino: il ruolo di attaccante era perfetto per le sue qualità, visto che era stato in grado di segnare addirittura 30 goal lo scorso anno. Grande tifoso del Milan, dopo aver perso la madre, ha passato gran parte del tempo in una casa-famiglia, prima di dover affrontare un altro grande dolore, ovvero la leucemia. Da ventiquattro mesi a questa parte i continui trasferimenti da un ospedale all’altro, fino all’ultimo, il Santissima Annunziata di Taranto, in cui è avvenuta la tragica scomparsa.