Emergono nuovi e inquietanti dettagli sulla morte di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana uccisa dalla famiglia Misseri per futili motivi

Era il 26 agosto 2010 e sembrava un giorno come tanti altri. Eppure, in quel momento una tragica notizia sconvolse l’Italia intera e tenne un po’ tutti con il fiato sospeso. La scomparsa di una ragazzina di Avetrana, Sarah Scazzi, di soli 15 anni, gettò un po’ tutta la penisola nello sconforto più totale. La tragedia si completò dopo 42 giorni, quando il corpo della piccola venne ritrovato all’interno di un pozzo.

Ancora oggi, quando si parla di quel caso, ci sono alcuni lati oscuri che non sono stati chiariti e diventa complicato credere al 100% ad una versione o ad un’altra. Quella ragazzina era semplicemente uscita di casa per fare visita alla sua cugina, con l’intento di passare una bella giornata al mare, e invece proprio in quelle ore, la sua vita stava per terminare. Ci sono voluti ben 42 giorni per ritrovare il corpo di Sarah, che giaceva in fondo ad un pozzo, non tanto distante dalla sua abitazione, senza alcun vestito indosso.


Le indagini vennero depistate fino a quel momento proprio da parte della cugina che doveva recarsi con Sarah al mare, ma poi gli inquirenti capirono che la famiglia Misseri aveva un ruolo in tutta quella vicenda. Ebbene, ci sono voluti ben tre gradi di giudizio, ma la verità emersa secondo gli inquirenti è la seguente: la zia Cosima uccise Sarah soffocandola con una corda, insieme alla cugina Sabrina, accecate dalla gelosia e dalla paura che la ragazzina potesse svelare segreti di famiglia.

All’interno di un filmato inedito, praticamente tre anni dopo l’avvenuto omicidio, lo zio Michele Misseri ha mostrato come e in che punto ha gettato il corpo senza vita della nipotina quindicenne, svelando tutta una serie di dettagli che non era mai stati resi noti prima d’ora e che sicuramente fanno accapponare la pelle. Ebbene, in un filmato del giornalista Dinoi, realizzato per “La Voce di Manduria”, Michele Misseri svelò come il suo compito fosse quello di trafugare il corpo. Quindi, lo zio le tolse i vestiti, le rubò il cellulare e la portò in un ambiente di campagna: la gettò in un pozzo, facendo in modo di celare l’ingresso. Misseri ha sottolineato come, quando ha buttato il corpo senza vita di Sarah, nel pozzo c’era poca acqua, spiegando come l’abbia calato nel pozzo con un’apposita fune, a cui era attaccata una pietra, proprio per nascondere l’ingresso del pozzo.