Fin dalla nascita i bambini hanno bisogno del gioco, strumento importante per conoscere ciò che li circonda e creare legami con i genitori

Ogni fase dello sviluppo psicomotorio del bambino deve essere scandita dall’utilizzo di giochi adatti alla sua età, cercando di assecondare le sue scelte e le sue preferenze.

Un gioco per ogni età

La modalità di gioco cambia a seconda dell’età del piccolo, per cui anche i genitori devono adeguarsi ai cambiamenti, conoscendo alcune piccole regole e imparando a farli giocare in modo da stimolare il loro sviluppo (e questo vale sia per i genitori che per i nonni o la baby sitter):

    • Giochi motori: insegnargli ad arrampicarsi e a rotolarsi, permetterà al bambino di affinare alcune capacità come lo stare seduto, il gattonare e lo stare eretto sulle gambe.
    • La scatola delle sorprese: si tratta di una scatola nella quale il genitore avrà riposto diversi materiali con diverse forme, oggetti di uso quotidiano, che stimoleranno la manipolazione e la scoperta.
    • Il gioco simbolico, efficace attorno ai 2 anni d’età, quando il bambino inizia ad usare la fantasia e cerca di riprodurre in prima persona le azioni che vede fare ai genitori , come per esempio fingere di leggere un libro, fingere di cucinare, cercare di rifarsi il letto, cullare il proprio orsetto e così via.
    • Evviva i travestimenti: verso i 3 anni d’età inizia il gioco a travestirsi, a far finta di essere un mago oppure una fatina, un cavaliere o una principessa. E’ utile in questo periodo fornire al piccolo materiale per trasformarsi, trucchi, vestiti smessi, oggetti con cui fingere di essere un commerciante, e perchè no permettergli di cimentarsi in cucina preparando una torta o qualche manicaretto insieme a mamma e papà.

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