La balbuzia infantile rappresenta una fase transitoria nel normale processo di sviluppo linguistico, ma cosa fare se non passa? Ecco alcuni consigli utili

Tutti i bambini, a partire dai 2 anni di età, mostrano difficoltà iniziali nella scansione e pronuncia di moltissime parole.

Questo tipo di disfluenza può durare anche per anni per poi risolversi spontaneamente e senza l’intervento di uno specialista, ma cosa fare se questo non avviene?

Capire se si tratta di balbuzia

Come abbiamo detto, quasi 4 bambini su 5 manifestano problemi linguistici durante i primissimi anni di crescita. Nella maggior parte dei casi infatti, malgrado la preoccupazione lecita dei genitori, non si tratta di vera e propria balbuzia ma solo di una forma di balbuzia infantile transitoria.

Tuttavia, se le difficoltà per il bimbo persistono è bene richiedere il consulto con uno specialista. Il compito del logopedista è infatti quello di analizzare il comportamento del bambino, osservandolo e chiedendo ai genitori di riportare anche ciò che avviene in altri contesti.

Se sarà stata accertata la diagnosi di balbuzia, allora è possibile intervenire per aiutare il piccolo e supportarlo nella risoluzione di questa disfluenza.

Far sentire il piccolo compreso e amato

Uno dei consigli migliori e più efficaci riguarda proprio la comunicazione genitore figlio. Al momento del manifestarsi di queste difficoltà, è bene capire che il vostro approccio sarà fondamentale per la risoluzione del disturbo, qualsiasi siano le cause.

L’origine del disturbo è infatti di natura strettamente personale e può anche coinvolgere il legame con uno o tutti e due i genitori e può manifestarsi anche quando il bimbo inizia ad andare all’asilo.

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