Iniziamo il nuovo anno con un po’ di sano pensiero positivo: ecco le donne che nel 2019 ci hanno ispirato andando contro etichette sul corpo femminile

Il 2019 è terminato portandosi dietro quei trend e mode che lo hanno caratterizzato. È stato un anno di successo, caratterizzato dalle donne che sono riuscite a ispirare altre donne nonostante le varie difficoltà. In particolare, si è tratto di un anno in cui è stata portata avanti la battaglia per il body positive.

Ma quali sono state le donne che in maggior parte sono riuscite a ispirarci?

Lizzo, il simbolo del body positive

Tra le principali donne che sono riuscite a fornire a quest’anno una nota estremamente positiva per quanto riguarda le battaglie del body positive è Lizzo. Eletta in qualità di enterteiner dell’anno appena terminato da una rivista estremamente popolare e famosa come Time, Lizzo si è impegnata tantissimo nelle battaglie volte al body positive. Basti ricordarsi dei BET Awards, una performance divenuta in poco tempo leggendaria. Proprio in quell’occasione fu vestita con un bellissimo body bianco e suonò il flauto ottenendo un successo incredibile. Lei, però, non è stata la sola a promuovere i messaggi body positive nel 2019.

Tutt’altro: è la punta di diamante oppure la ciliegina sulla torta, ma ci sono state anche diverse altre donne che si sono contraddistinte nella lotta al body positive, affinché tutte ci accettassimo per quello che siamo.

Laura Brioschi e il suo body positive

Se c’è una donna italiana diventata nel corso del tempo un vero e proprio emblema del body positive è sicuramente Laura Brioschi. Trentenne, alta, curvy, bellissima, ma anche rivoluzionaria del concetto di bellezza. Il suo messaggio in questo 2019 è stato diretto e chiaro nonostante tutti i problemi e le iniziali difficoltà. Basti pensare che è stata proprio lei a creare l’hashtag su Instagram #curvyisnotacrime: un modo molto efficace per fare capire che tutte le donne sono belle, indipendentemente dalle forme del loro corpo, dalla presenza o meno delle curve oppure dalle etichette.

Del resto, i corpi femminili sono degli oggetti artistici, delle perle che vanno trattate come tali. Questo lo abbiamo capito proprio grazie all’impegno di Laura e alla sua associazione Body Positive Catwalk.

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