Molti di noi hanno paura di qualcosa: chi di volare, chi di stare solo, chi del buio.Ma come nascono le fobie che ci attanagliano e come ridimensionarle?

La paura è una delle emozioni più funzionali nell’uomo, poiché è ciò che lo mette in guardia dai pericoli e tuttavia, da alleata quale è, essa può diventare un vero e proprio nemico nel momento in cui diviene eccessiva e incontrollabile.

Le paure sono emozioni ancestrali che ci sono state trasmesse dai nostri antenati ed è ciò che li ha preservati dall’essere divorati dagli animali selvaggi o dalle invasioni nemiche. Oggi le paure sono ben altre, sono soprattutto quelle legate alla quotidianità, al timore del perdere il lavoro, di non trovare l’amore ecc… ma le reazioni emotive e corporee sono rimaste quelle che avevano i nostri antenati.

È importante che la paura non diventi spropositata, perché, in quei casi, rischieremo che si trasformi in fobia con il rischio di non essere più in grado di gestirla.

Cosa sono le fobie

Le fobie in realtà non sono un vero pericolo, sebbene la persona viva con ansia una paura spropositata e incontrollabile. Si è fobici quando si prova una paura intensa e duratura, come se fosse una minaccia reale, per qualcosa in particolare che si teme di incontrare.

I sintomi fisiologici di un fobico possono essere diversi tra loro, ad esempio, potrebbe provare: vertigini, tachicardia, disturbi urinari o gastrici, senso di soffocamento, forte sudorazione, nausea ecc… e la reazione avviene sia nel caso in cui egli venga a contatto con ciò che si teme, oppure, a volte, anche solo al pensiero che questo accada.
Come qualsiasi ansioso, anche il fobico evita ciò che teme; il problema però, è che rischierà di entrare in loop pericoloso, poiché evitare il problema non farà che ingigantire la paura del pericolo di trovarsi in quella situazione.

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