In data 18 Marzo il governo Conte Bis ha varato un nuovo decreto, nominato “Cura Italia”: ecco tutto quello che c’è da sapere

In risposta alle crisi di contagio di COVID-19 e alle successive misure di quarantena attuate, è stato necessario preparare un decreto in tempi record per non far collassare l’intero sistema.
Le disposizioni di questo decreto sono molte, con impatto sul settore sanitario, fiscale ed economico. Le agevolazioni sono molte e diversi stop a mutui e prestiti sono stati disposti, ma i lavoratori sono sicuramente coloro per cui il decreto sarà vitale.

Le misure per i lavoratori

Oltre a un aiuto economico sul piano di un bonus di 600€ una tantum, disponibile solo per commercianti, artigiani, collaboratori continuativi e lavoratori autonomi con partita Iva, sarà reso disponibile anche un reddito definito “di ultima istanza” per gli iscritti agli ordini professionali. Le tempistiche di queste misure sono ancora da definire, ma si prevede che l’INPS attiverà il servizio online a breve.

Per i lavoratori dipendenti, invece, molti e diversi i bonus disponibili. Innanzitutto vi è un incentivo di 100€ massimi per chi deve continuare ad uscire di casa per recarsi alla sede di lavoro, non potendo svolgere smart working. La cifra sarà versata ad Aprile dai datori di lavoro, con successivo sgravo fiscale sull’imponibile aziendale. Coloro che sono invece stati sottoposti a misure precauzionali di quarantena saranno considerati in malattia, tuttavia i giorni accumulati in questo modo non verranno aggiunti al conteggio relativo al periodo di “comporto”, così che non si possa superare il limite dei giorni di lavoro annui per cui è possibile il licenziamento.

Bonus aggiuntivi per le aziende

Non soltanto aggiunte monetarie per i dipendenti, ma anche sospensione delle ritenute e versamento dei contributi ai dipendenti delle aziende. Sempre sul fronte attività fisiche, ancora, è stato erogato anche un bonus di compensazione fiscale alla prima scadenza, pari al 60% del costo di locazione mensile. Tuttavia questa misura è solo per chi è stato costretto a chiudere l’attività, e non per chi invece ha continuato a lavorare.

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