Via libera al Decreto Rilancio, che vede il Bonus 600 euro diventare da 1000 euro. Nella giornata di ieri l’incentivo è stato approvato dal Consiglio dei Ministri. Tale cambiamento avviene per partite Iva, quindi professionisti, Co.co.co., per lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago, per lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali nel mese di maggio. Per quanto riguarda il mese di aprile, il bonus resta da 600 euro. L’aumento è dedicato a chi si è visto ridurre il fatturato nel corso di questi mesi, a causa dell’emergenza legata al Coronavirus e del conseguente lockdown. Vediamo ora nel dettaglio di cosa stiamo parlando.

BONUS 600 EURO DIVENTA DA 1000 EURO: VIA LIBERA AL DECRETO RILANCIO

Il Bonus 600 diventa da 1000 euro nel Decreto Rilancio. A stabilire chi potrà beneficiare dell’incentivo è l’articolo 89 – Nuove indennità per i lavoratori che sono stati danneggiati dalla pandemia del Coronavirus. Nel testo in bozza leggiamo:  “Ai soggetti già beneficiari per il mese di marzo dell’indennità di cui all’articolo 27 del decreto-legge 18 marzo del 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, la medesima indennità pari a 600 euro è erogata anche per il mese di aprile 2020.” L’erogazione dovrebbe avvenire nelle prossime settimane del mese di maggio o a giugno. I professionisti titolati di partita IVA iscritti alla Gestione separata INPS e i titolari di rapporto di collaborazione coordinata e continuativa potranno accedere al Bonus solo se dimostreranno di aver subito una riduzione del 33% del fatturato nel secondo bimestre 2020.

CHI PUÒ OTTENERE IL BONUS 1000 EURO A MAGGIO O GIUGNO

Per riuscire ad accedere al Bonus 1000 euro è necessario provare quanto vi abbiamo indicato prima, presentando la domanda all’INPS. Questo incentivo sarà disponibile anche per i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago. Non solo, questo Bonus vale per i lavoratori del settore turismo e degli stabilimenti termali, come si legge nel Decreto Rilancio:  “Ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore della presente disposizione, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione, è riconosciuta un’indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro.”  Il Bonus può essere richiesto anche da dai lavoratori in somministrazione, impiegati in imprese del settore turismo o stabilimenti termali.

Il Bonus da 1000 euro segue lo stesso meccanismo del Reddito di Cittadinanza. Secondo quanto si legge nella bozza, può essere richiesto anche da chi percepisce già il Reddito di Cittadinanza.

BONUS RESTA A 600 EURO PER ALCUNE CATEGORIE DI LAVORATORI

Non lievita il Bonus da 600 euro nel Decreto Rilancio per:

  • lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra l’1 gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che hanno svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nello stesso periodo;
  • lavoratori intermittenti che hanno svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate, tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020;
  • lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che tra l’1 gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 sono stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all’articolo 2222 del c.c. e che non hanno un contratto in essere alla data del 23 febbraio 2020 e alla stessa data devono risultare iscritti alla Gestione separata con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile;
  • incaricati alle vendite a domicilio con reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attività superiore 5.000 euro e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione separata alla data del 23 febbraio 2020 e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Per poter richiedere l’incentivo questi lavoratori non devono essere titolari di pensione o di un altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.