Ormai da settimane si parla del legame tra Malattia di Kawasaki e coronavirus. In particolare nelle ultime settimane, si è cercato di capire se la malattia in qualche modo, possa esser stata un effetto collaterale per i bambini che si sono ammalati di coronavirus. Gli studi che arrivano dagli Usa, ma anche dalla nostra Italia, portano proprio a pensare che un legame, e anche importante, ci sia realmente.  Secondo  l’analisi dei medici di Bergamo si guadagna le pagine della rivista scientifica internazionale The Lancet, esisterebbe un forte legame tra la malattia di Kawasaki nei bambini e il coronavirus. I dottori della città lombarda avevano reso note le loro osservazioni già a fine aprile: nel pieno dell’epidemia di Covid-19, che ha visto nella provincia lombarda uno degli epicentri, i pediatri dell’ospedale Papa Giovanni XXIII avevano avuto modo di vedere un insolito numero di bambini con i sintomi di un rara sindrome infiammatoria, casi simili alla malattia di Kawasaki. Gli esperti avevano segnalato un aumento di 30 volte dei casi. 

Ma qual è il legame tra il COVID 19 e questa malattia? Il coronavirus può causare la malattia di Kawasaki come effetto collaterale? E’ questo che molti medici si stanno chiedendo. Casi simili sono stati osservati anche negli Usa, a New York, e nel Regno Unito, Inghilterra sud-orientale. Il report dei camici bianchi italiani riguarda 10 baby-pazienti. Non solo Italia quindi, ma anche resto del mondo.

 

MALATTIA DI KAWASAKI NELLA ZONA DI BERGAMO UN AUMENTO DI OLTRE 30 VOLTE I CASI ANNUALI

Se nella zona di Bergamo la Kawasaki era stata diagnosticata a soli 19 bambini nei 5 anni precedenti e fino a metà febbraio 2020, poi tra il 18 febbraio e il 20 aprile, quindi in 2 mesi, ci sono stati 10 casi. I ricercatori avvertono che è difficile trarre conclusioni definitive con numeri così piccoli. Ma nel report spiegano anche che 8 dei 10 bambini portati in ospedale dopo il 18 febbraio 2020 sono risultati positivi al virus Sars-CoV-2 in un test anticorpale. I medici però sottolineano che si tratta di una malattia che resta in ogni caso rara e i sintomi sono quasi sempre curabili. Non ci sono quindi problematiche che possono far ammalare in modo preoccupante i piccoli pazienti.

Saranno necessari approfondimenti maggiori per capire se esiste realmente un legame tra le due cose.