E’ tra le notizie più lette delle ultime ore quella che arriva dalla Lombardia e ci racconta la storia di un giovane studente che si è presentato in aula, per il suo esame di maturità, impugnando una pistola. Un gesto che nessuno dei suoi insegnanti si aspettava, chiaramente. Per fortuna questa è una storia a lieto fine e oggi, una delle professoresse che ha cercato di calmarlo, disarmandolo, spiega cosa è successo. I fatti sono accaduti nella giornata del 23 giugno 2020, presso un istituto di Casalpusterlengo.

PARLA LA PROF CHE HA DISARMATO IL GIOVANE ARRIVATO A SCUOLA CON UN’ARMA

Lo conosco bene. È un mio alunno. E come tutti i ragazzi sono parte di noi insegnanti che li seguiamo tutti i giorni nel loro percorso scolastico”. Queste sono le parole dell’insegnante di  52 anni, docente di educazione fisica, non era ancora seduta quando il 18enne ha estratto il revolver. La professoressa spiega cosa ha fatto quando ha visto il suo alunno con la pistola in mano: L’ho chiamato per nome. Anche se non ricordo più le parole che gli ho detto. Mi sono mossa d’istinto In quel gesto ha manifestato un disagio, ma non credo assolutamente avesse intenzione di far male a qualcuno. Ho cercato di rassicurarlo mentre tutto intorno a me era calato il gelo”. Nessuno poteva immaginare quello che il giovane avrebbe potuto fare. Per fortuna il suo è stato solo un gesto dimostrativo. In America i docenti purtroppo, sono spesso protagonisti di vicende di questo genere, vista anche la facilità con le quali i ragazzi trovano le armi. Ma in Italia, storie come queste, sono davvero rare e ci auguriamo che sia solo un episodi isolato.

La professoressa spiega che non è stato difficile convincere il ragazzo. Lo studente voleva solo superare il suo esame, aveva forse paura di non farcela. Una volta deposta l’arma, la professoressa è andata a parlare con suo padre, nella speranza di aiutare il più possibile il ragazzo che a suo dire non deve pagare un caro prezzo per il gesto che ha fatto.