Quando ricomincia la scuola a settembre? Il tema è di quelli caldissimi visto che i bambini, che da marzo non hanno più varcato la porta delle loro classi, sono stati senza dubbio tra i più penalizzati dalle conseguenze del Coronavirus. I genitori chiedono a gran voce chiarezza perché, ad oggi, non è ancora chiara la data di inizio della scuola e le modalità con cui i bambini torneranno in aula (se ci torneranno, visto che non è esclusa nemmeno la possibilità di fare ulteriormente slittare il ritorno in classe). La didattica a distanza, utilizzata nei tre mesi di lockdown, ha evidenziato lacune importanti e ha portato genitori e nonni a estremi sacrifici per supportare i piccoli durante le ore di lezioni on line fatte da casa. Ovvio, dunque, che adesso i genitori si aspettino risposte concrete dal Governo. Quando comincerà la scuola? Servirà la mascherina? E come saranno fatte rispettare le norme sulla distanza?

Proprio oggi si è tenuta la conferenza stato regioni, per definire le linee guida. La conferenza Stato-Regioni si è conclusa con un accordo tra le parti: sì ai turni e agli ingressi scaglionati in classe, confermato il distanziamento di un metro tra gli alunni.

Quando ricomincia la scuola? Le ultime news con le novità del 26 giugno 2020

Il MIUR ha individuato come possibile data di ripresa delle lezioni quella del 14 settembre, ma al momento sembra che verrà lasciata discrezionalità alle singole regioni. Sempre alle regioni sarà affidato il compito di  stabilire le altre date importanti del calendario scolastico 2020-21: dalle vacanze di Natale a quelle di Pasqua, passando per il Carnevale e gli eventuali Ponti. Stando a una prima ricostruzione, Lombardia e Basilicata potrebbero ripartire il 14 settembre, Toscana e Emilia Romagna il 15, il Friuli Venezia Giulia il 16. Ma ancora tutto è da decidere e i prossimi giorni dovrebbero essere decisivi.

 

Le proteste dei presidi

I presidi scolastici, a oggi, sono obbligati a acquistare il materiale per la sanificazione e i termoscanner, identificare aree verdi e attrezzarle, risistemare gli spazi esterni. Una serie di incombenze (e non sono solamente queste) che prima non rientravano nei loro compiti ma che oggi diventano obbligatorie. Da qui ecco le numerose proteste portate avanti contro le prime decisioni del Governo illustrate dal Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Una situazione surreale anche perché ancora non si è capito come i bambini dovranno tornare tra i banchi di scuola. A preoccupare è il rispetto della distanza e l’utilizzo della mascherina, con molti genitori contrari alla possibilità che i figli possano stare molte ore senza respirare liberamente. E allora si attendono indicazioni non solo sulla data di inizio della scuola a settembre ma anche sulle modalità di accesso agli istituti e su come poter frequentare le lezioni in classe.

Protestano anche alcuni governatori, come De Luca che non approva le linee guida stabilite dalla ministra Azzolina.  Resta quindi il no del governatore della Campania Vincenzo De Luca, che ha espresso il suo “disaccordo con le misure” e ribadito la “nostra critica ferma al ministro dell’Istruzione, per la quale i problemi della scuola sono diventati marginali rispetto alla politica politicante”.