Quando si parla di intolleranze alimentari nei bambini è sempre consigliabile essere preparate. Conoscete i campanelli di allarme di questo disturbo? Sapete la differenza tra intolleranza e allergia? Ecco allora tutto quello che c’è da sapere per proteggere la salute dei nostri bambini a tavola ed evitare così spiacevoli conseguenze.

Intolleranze alimentari nei bambini, ecco cosa sapere

I sintomi delle intolleranze alimentari possono essere diversi da bambino a bambino ma hanno in comune uno stato di malessere generale che si riscontra in molteplici versioni. Dolore addominale, spesso gonfiore, senso di spossatezza. E ancora difficoltà a digerire, mal di testa, senso di nausea e vomito. Insomma quando un bambino manifesta questi sintomi è sempre bene ricorrere immediatamente a un pediatra per avere un parere sul da farsi. Le intolleranze alimentari di per sé non sono gravi ma, certamente, occorre intervenire in modo concreto per proteggere la salute del piccolo che altrimenti, con il tempo, può essere seriamente minata. Ecco perché le intolleranze alimentari nei bambini non devono essere mai sottovalutate dagli adulti ma anzi vanno trattate con grande serietà.

Le differenze tra allergia e intolleranza

Molto spesso si tende erroneamente a pensare che allergia alimentare e intolleranza vogliano significare la stessa cosa. Non è assolutamente così e la differenza è sostanziale, come spiega la dottoressa Iride dello Iacono, UOS di Pediatria ed Allergologia Ospedale Fatebenefratelli Benevento, in un accurato articolo pubblicato sul sito della Società Italiana di Pediatria: “L’allergia alimentare è una reazione del sistema immunitario nei confronti di un alimento assunto, con effetti nocivi sulla salute, che si manifesta in tempi relativamente brevi, da pochi minuti a massimo due ore. L’intolleranza alimentare invece non coinvolge il sistema immunitario ed è causata da un alimento o da un suo componente con spiacevoli conseguenze che raramente sono immediate“.

Cosa fare quando si sospetta una intolleranza alimentare

Se si notano alcuni sintomi strani nel bambino è importante ricorrere subito al parere di un pediatra che saprà indirizzarvi al meglio sulle eventuali esami da fare. Una dieta alimentare mirata, spesso, si rivela risolutiva. Ma è assolutamente vietato il fai da te per non rischiare che, nel percorso di crescita, un’alimentazione sbagliata possa essere conseguenza di importanti carenze alimentare nel piccolo. Tra le intolleranze alimentari, quella al lattosio è sicuramente tra le più frequenti (così come negli adulti): si diagnostica con un test validato scientificamente che si chiama Breath test al lattosio (test del respiro).