Pensioni anticipate 2020: Quota 100, Quota 41, Opzione Donna, cosa sapere? E’ questo un argomento in continua evoluzione e tanta è l’attesa per coloro che aspettano di poter smettere di lavorare per potersi godere il meritato riposo. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su tutte e tre le opzioni, mettendo a fuoco anche quelli che potrebbero essere gli scenari futuri.

Pensioni anticipate 2020: Quota 100, Quota 41, Opzione Donna, cosa sapere

La Quota 100 non è stata ritoccata dalla manovra finanziaria e dunque è un’opzione che potrà essere utilizzata per andare in pensione anticipata anche nel 2020 e 2021. Quota 100 non è altro che la somma tra l’età anagrafica del lavoratore e gli anni di contributi che lo stesso ha versato nel corso della sua vita. Se la somma di questi due numeri dà 100, allora potrà essere richiesta la pensione senza aspettare i 67 anni per accedere alla pensione di vecchiaia. Ovviamente esistono dei requisiti ritenuti indispensabili per poter accedere a questa possibilità: un minimo di 62 anni di età e almeno 38 anni di contributi versati. Per il momento si sa che Quota 100 durerà per tutto il 2021 ma, essendo stata introdotta sperimentalmente per tre anni, non si sa quale scenario ci attenderà dal 2022 in poi.

Quota 41 è invece l’opzione dedicata a tutti i lavoratori precoci che, avendo cominciato a lavorare molto presto, hanno raggiunto la soglia minima di contribuiti versati già prima dei sessant’anni. Secondo quanto dichiarato dall’Inps, “i lavoratori precoci possono quindi accedere alla quota 41, a prescindere dalla età anagrafica, a patto di rientrare in una delle categorie con diritto all’APE sociale e che prima dei 19 anni abbiano lavorato per almeno 12 mesi effettivi, anche non continuativi, e abbiano maturato l’anzianità contributiva necessaria al 31 dicembre 1995“. Per poter accedere alla Quota 41 sono state fissate delle condizioni particolari. Ovvero chi richiede questo tipo di pensione deve rientrare tra i dipendenti in stato di disoccupazione, lavoratori dipendenti ed autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa, con una percentuale di invalidità civile, superiore o uguale al 74%, caregiver che assistono da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi della legge 194 o lavoratori che svolgono attività usuranti o particolarmente gravose.

Opzione Donna, infine, è un trattamento pensionistico erogato, a domanda, alle lavoratrici dipendenti e autonome che, avendo maturato entro il 31 dicembre 2019 i requisiti previsti dalla legge, optano per il sistema di calcolo contributivo della pensione. Anche in questo caso esiste tutta una serie di requisiti da rispettare per poter accedere a questa possibilità: le lavoratrici conseguono il diritto a questo trattamento trascorsi 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti (se dipendenti), 18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti (se autonome).