Pensioni vecchiaia, è boom per le donne: nei primi sei mesi del 2020 l’incremento è stato fortissimo. A 17.789 da 3.565 dello scorso anno. Cinque volte tanto insomma, numeri non da poco. E si assiste quindi a un netto sorpasso rispetto al 2019 della percentuale delle pensioni femminili su quelle maschili.

Pensioni vecchiaia, è boom per le donne

L’Inps pubblica una circolare nella quale snocciola dati importanti facendo notare come i sei mesi del 2020 abbiano fatto registrare un’impennata notevole rispetto all’anno scorso. “Il peso delle pensioni anticipate su quelle di vecchiaia che aveva visto un importante aumento nel 2019 rispetto all’anno precedente sia per l’aumento dell’età legale sia per l’introduzione della quota 100 conferma nel primo semestre 2020 il suo andamento decrescente. La percentuale delle pensioni femminili su quelle maschili presenta, rispetto al dato annuo del 2019, un valore superiore di 18 punti passando da 96 a 114″.

Evidentemente, nel 2020, hanno maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia le donne delle classi d’età che più avevano subito gli effetti della riforma Fornero. Anche perché sono soprattutto le donne, rispetto agli uomini, a usufruire delle pensioni di vecchiaia rispetto a quelle anticipate a causa di carriere lavorative magari discontinue che sono di ostacolo al raggiungimento dei requisiti utili per andare in pensione prima del tempo.

Dopo aver fatto notare l’impennata dell’erogazioni delle pensioni di vecchiaia tra le donne, la circolare dell’Inps evidenzia anche altri aspetti: “Il rapporto tra le pensioni di invalidità e quelle di vecchiaia nel primo semestre 2020 si presenta pari ad un terzo di quello calcolato sull’intero anno 2019; tale diminuzione è imputabile al numero più elevato delle pensioni di vecchiaia liquidate nel primo semestre del 2020 congiuntamente al numero decrescente che le pensioni di invalidità presentano negli ultimi anni“.

PENSIONE DONNA: OPZIONE O ANTICIPATA? LE ULTIME

Insomma i dati relativi alle pensioni per le donne sono confortanti e, rispetto allo scorso anno, evidenziano un netto aumento delle persone che nei primi sei mesi del 2020 hanno potuto smettere di lavorare per il raggiungimento dei requisiti utili all’erogazione della pensione di vecchiaia. In un momento di grande crisi e di difficoltà come quello che stiamo attraversando, dove i danni causati dal Covid sono ancora ben presenti e palpabili, l’Inps mira a sottolineare il tanto lavoro effettuato in questo primo semestre dell’anno. L’argomento delle pensioni donna è sempre molto discusso tra pensione anticipata, Ape Sociale Rosa e e Opzione Donna.