Il Coronavirus, che ha investito l’Italia e il resto del mondo a partire dallo scorso anno 2019, può sopravvivere fino ad oltre una settimana sulle superfici di determinati oggetti, in particolare banconote e cellulari. Come? Sembra incredibile, eppure il patogeno invisibile contro cui il nostro pianeta Terra sta fronteggiando una guerra “a colpi di prevenzione e lockdown” riesce a nascondersi insidioso e impercettibile ad occhio nudo negli oggetti di più comune utilizzo. Anche tra quelli che più amiamo e utilizziamo con maggiore frequenza nell’arco di una giornata, proprio come banconote e cellulari. E a rivelare l’inquietante verità in questione è uno studio choc condotto dalla Csiro.

Il Coronavirus può sopravvivere fino a più di una settimana: ecco su quali superfici

Il tanto temuto Coronavirus, che continua a registrare vittime e casi positivi di contagio nel Belpaese così come nel resto del mondo, suscita ora preoccupazione generale per l’insorgenza della seconda ondata della pandemia in corso e alla luce di una notizia scioccante, che ne rivela l’inquietante durata di sopravvivenza su determinate superfici. Tra cui l’acciaio inossidabile, la carta tipica delle banconote, e il vetro di cui si compongono i telefoni cellulari. La notizia in questione giunge da uno studio approfondito che fa luce sul fatto che il Covid-19 può avere una durata di sopravvivenza superiore all’arco di una settimana su alcuni oggetti, tra cui le banconote e i cellulari.

La ricerca sulla sopravvivenza del Coronavirus sugli oggetti

Lo studio che rivela la durata di sopravvivenza del Coronavirus su oggetti abitualmente molto utilizzati anche nel corso di una sola giornata, tra cui banconote e cellulari, è stato condotto da un gruppo di ricercatori della Csiro, agenzia scientifica nazionale autraliana, e pubblicato sulla rivista Virology Journal. L’Australian Center for Disease Preparedness (ACDP) a Geelong, dove sono stati effettuati i nuovi studi, ha fatto luce sul dato che SARS-CoV-2 o Coronavirus -che dir si voglia – “sopravvive piu’ a lungo a temperature piu’ basse e non solo, tendeva inizialmente a sopravvivere piu’ a lungo su superfici non porose o lisce come vetro, acciaio inossidabile e vinile, rispetto a superfici porose complesse come il cotone, ed e’ sopravvissuto piu’ a lungo sulle banconote di carta rispetto alle banconote di plastica”.  Lo studio australiano dimostra, inoltre, che il patogeno può sopravvivere fino a 28 giorni sul vetro dei cellulari e la carta delle banconote. Una notizia inquietante, che, tuttavia, induce a riflettere sull’importanza della prevenzione del Coronavirus, da effettuarsi con appositi metodi di sanificazione e igienizzazione dell’ambiente e delle cose che ci circondano.

L’importanza del nuovo studio sul Coronavirus

Il nuovo studio australiano sulla durata di sopravvivenza del Coronavirus è importante per “stabilire per quanto tempo il virus rimane realmente vitale sulle superfici ci consente di prevedere e mitigare la sua diffusione in modo piu’ accurato e di fare un lavoro migliore per proteggere la nostra gente”, così come ha spiegato Larry Marshall, che è alla guida del Csiro, fautore della scoperta.  “I nostri risultati – ha inoltre sottolineato Debbie Eagles, vicedirettore dell’ACDP, presso cui è avvenuta la ricerca – mostrano che SARS-CoV-2 puo’ rimanere infettivo sulle superfici per lunghi periodi di tempo, rafforzando la necessita’ di buone pratiche come il lavaggio regolare delle mani e la pulizia delle superfici”. Gli esperimenti in questione sono stato effettuati a 20 gradi Celsius, e quindi a temperatura ambiente. Degli altri test, sempre sulla durata di sopravvivenza del Covid-19, sono stati effettuati a 30 e 40 gradi Celsius, con tempi di sopravvivenza che diminuivano all’aumentare della temperatura ambientale. Lo studio è stato effettuato anche al buio, e quindi al netto della presenza della luce UV, poiche’ la ricerca ha dimostrato che la luce solare diretta puo’ inibire l’attività del virus. “Mentre il ruolo preciso della trasmissione superficiale, il grado di contatto superficiale e la quantita’ di virus necessaria per l’infezione devono ancora essere determinati, stabilire per quanto tempo questo virus rimane vitale sulle superfici e’ fondamentale per lo sviluppo di strategie di mitigazione del rischio nelle aree ad alto contatto”, sottolinea opportunamente, inoltre,  Eagles.

Chiaramente resta la speranza generale che la pandemia di Coronavirus possa presto tramutarsi in un brutto ricordo.

 







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