La crisi ecomica dell’ultimo ventennio, unita a quella ancora più profonda legata all’emergenza Coronavirus, ha provato anche il settore della moda. Inaspettatamente, sono state proprio le catene di abbigliamento economico e di bassa qualità, quelle che propongono le tendenze del momento destinate a essere dismesse dopo una o al massimo due stagioni, ad avere la peggio.

La crisi economia e l’impatto devastante sulle grandi catene di abbigliamento economico

Marchi conosciuti e diffusi in tutto il mondo, Italia compresa, come H&M e Primark, sono in profonda crisi. E questo anche a causa del proliferare di negozi second-hand, ovvero di seconda mano. Si tratta di una vera e propria rivoluzione rispetto a quanto accaduto dagli anni Ottanta/Novanta fino ad appena qualche anno fa, quando comprare abiti e accessori usati era considerato appannaggio esclusivo dei meno abbienti, una cosa da di cui certo non si andava fieri. Lo facevano solo i più poveri, quelli che non potevano permettersi di comprare abiti nuovi.

Disfarsi del superfluo e comprare roba di qualità: gli ultimi diktat della moda

Oggi lo scenario è completamente cambiato. Anziché comprare cose nuove che per la maggior parte sono di pessima qualità (a meno di non vestirsi dai brand del lusso, che vantano una clientela più che benestante), si preferisce comprare di seconda mano, puntando capi di ottima fattura e spesso firmati da griffe prestigiose. Per questo motivo i negozi di usato si stanno moltiplicando: non solo nelle grandi città come Roma, Milano e Torino, ma anche sul web, dove è possibile sia vendere che comprare abiti, cappotti, borse e scarpe di seconda mano.

Si moltiplicano i negozi dell’usato, che attirano nuovi clienti e brand del lusso internazionali

Sì, perché oltre che clienti in questi negozi si può diventare venditori: la crisi ha fatto sì che la gente recuperasse il senso della misura e iniziasse a comprare meno, disfacendosi al contempo del superfluo, di tutti quei capi comprati per sfizio, indossati una volta e poi lasciati a impolverarsi nell’armadio. Oggi quei capi hanno nuova vita nei negozi dell’usato, dove costano pressappoco la metà ma il più delle volte sono in buone condizioni, addirittura ottime qualora siano stati indossati un paio di volte o conservati particolarmente bene. E la novità è che questo modo di vendere sta attirando anche i brand del lusso quali per esempio Gucci, Armani, Yves Saint Laurant e Luis Vuitton, le cui borse da tempo vengono acquistate non solo di seconda, ma anche di terza o quarta mano.