Durante il mese di maggio abbiamo già trattato l’argomento, ma dal momento che il Governo ha deciso di eseguire una proroga sulla pensione di anzianità agevolata con ricalcolo contributivo per le lavoratrici, è necessario fare un po’ di chiarezza. Avevamo infatti già messo alla luce che La riforma pensioni donne nell’anno 2021 subirà delle modifiche, ma quali e con che modalità alla luce anche della nuova proroga?

La prima cosa interessante che vediamo è che nella legge di bilancio 2021 e che la data entro la quale poter maturare la possibilità di andare in pensione con 35 anni di contributi versati slitta al 31 Dicembre 2020 e vengono prese in considerazione per la domanda le donne nate sino al 1962 qualora presentino la domanda come dipendenti, o fino al 1961, se lavoratrici autonome.

Il requisito contributivo che corrisponde ai 35 anni di età della richiedente deve essere valutato al netto degli accrediti figurativi per i periodi in cui la richiedente ha ottenuto una indennità di disoccupazione o ha subito una malattia considerata non integrata.

Quella è ormai definita Opzione donna non è possibile ottenerla andando a sommare i contributi accreditati in casse multiple, ovvero tramite piano di accumulo e questo significa che può essere sommata la contribuzione versata e visibile presso il Fondo pensione dei lavoratori dipendenti o all’interno della gestione speciale dei lavoratori autonomi.

Discorso medesimo anche per quella che è la ex Enpals con gli accrediti presso l’Assicurazione generale obbligatoria,
in caso di totalizzazione in regime di convenzione.