Un recente studio olandese suggerisce che i vaccini antinfluenzali possono aiutare il corpo a difendersi dal COVID-19 (qui tutte le notizie sull’argomento). I risultati hanno mostrato che gli operatori sanitari che hanno ricevuto un vaccino antinfluenzale lo scorso inverno avevano meno probabilità di essere infettati dal nuovo coronavirus. Attenzione però, lo studio deve ancora essere rivisto in maniera empirica. In altre parole, l’interpretazione dei risultati non è stata ancora validata dalla comunità scientifica.

In una prima fase dello studio, in esperimenti di laboratorio in vitro , i ricercatori hanno scoperto che l’ultimo vaccino contro l’influenza stagionale potrebbe far sì che le cellule sane rispondano più efficacemente non solo contro l’influenza, ma anche contro il virus definito come nuovo coronavirus SARS-CoV-2 che tra i vari sintomi provoca l’anosmia. Tuttavia, il meccanismo alla base di tale effetto rimane sconosciuto in questo momento.

Quindi, quando hanno analizzato i tassi di COVID-19 tra il personale ospedaliero, i ricercatori hanno scoperto che il numero di infezioni era inferiore del 39% nelle persone che avevano ricevuto un vaccino antinfluenzale. “Questi dati, combinati con simili rapporti indipendenti recenti, dimostrano un possibile effetto benefico della vaccinazione antinfluenzale su COVID-19” , dicono i ricercatori. “Ciò significa che il vaccino antinfluenzale potrebbe forse offrire una protezione parziale contro entrambe le infezioni questo inverno oppure, più banalmente, che le persone che ricorrono al vaccino hanno un’indole più prudente e quindi risultano più portati a fare attenzione alle azioni quotidiane come ad esempio lavarsi le mani ripetutamente o attuare un distanziamento sociale più rigoroso“.

“Utilizzando un modello consolidato di immunità in vitro, dimostriamo che il vaccino antinfluenzale inattivato quadrivalente utilizzato nei Paesi Bassi durante la stagione influenzale 2019-2020 può indurre una risposta immunitaria acquisita, comprese le risposte migliori di citochine dopo la stimolazione delle cellule immunitarie umane da parte della SARS CoV-2”, scrivono i ricercatori nel documento.

Il rapporto è stato pubblicato su medRxiv all’inizio di questo mese, ma deve ancora essere sottoposto a revisione paritaria. “Abbiamo pensato che fosse importante pubblicare questi risultati ora, perché il vaccino antinfluenzale è già stato messo a disposizione di un ampio gruppo di persone” , ha detto il leader dello studio in un comunicato stampa, Mihai Netea, del Radboud University Medical Center.