L’ansia non è necessariamente patologica. Quando si manifesta per eventi concreti – per esempio un esame, una gara o un primo appuntamento tanto atteso e desiderato – è addirittura funzionale e serve a caricarci di adrenalina per permetterci di non fallire l’obiettivo. In questi casi, una volta passato l’evento che ha scatenato l’ansia, si torna a vivere normalmente, senza pensieri ossessivi né paure. L’ansia patologica, invece, è una sensazione intensa e invalidante che condiziona la vita di molte persone e che è assolutamente slegata dalle varie situazione. In altre parole, questo tipo di ansia non si sperimenta solo quando c’è un motivo valido, ma c’è sempre, come sottofondo delle giornate di chi ne soffre. Questo tipo di ansia rappresenta a tutti gli effetti una patologia e lo sanno bene sia i medici che gli psicologi che si occupano proprio di curare le persone che ne sono affette.

Cos’è l’ansia patologica e come si cura

L’ansia patologica non fa differenze d’età né di sesso, può insorgere in qualsiasi momento della vita, anche se ovviamente è più improbabile che ciò accade dopo i quarant’anni; se non si è mai sofferto prima di questa patologia, infatti, raramente in età adulta ci si troverà a fare i conti con questo problema che ogni anni rende difficile la vita di migliaia di persone. Si tratta di uomini e donne, spesso appena adolescenti, che lamentano una qualità di vita nettamente inficiata dall’ansia, che rende loro impossibili anche le attività più comuni, come per esempio andare a lavoro, studiare o vivere serenamente la propria vita sociale e sentimentale. Ogni piccolo intoppo viene ingigantito, le prove quotidiane cui ci sottopone la vita sembrano insuperabili e anche quando va tutto bene, si continua a sperimentare una sensazione di disagio, agitazione e pensieri ossessivi.

I benefici della respirazione diaframmatica

Da sempre l’ansia viene curata in due modi: mediate apposita terapia psicologica, che oltre a essere costosa è anche molto lunga; oppure mediante farmaci appositi, tra cui i più recenti e usati sono le benzodiazepine, che però hanno molti effetti collaterali tra cui la dipendenza. Tuttavia, prima di provare queste cure – o, ancora meglio, accanto a questi interventi terapeutici – è fondamentale essere in grado di respirare in maniera corretta. La respirazione di chi è in ansia è superficiale, mentre per smorzare questa sensazione è necessario respirare profondamente e lentamente.

Ovvero praticare la cosiddetta “respirazione diaframmatica”, che si articola in due momenti: dapprima l’aria entra nella pancia e si trattiene il respiro per qualche secondo; poi, espirando dal diaframma, si tiene ancora il fiato qualche minuto e si ricomincia. Provare per credere!

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