In un mondo economico in continua evoluzione, potrà verificarsi il caso in cui si decide di cambiare attività lavorativa, per iniziare una nuova carriera. In questa prospettiva acquisisce importanza compilare nel modo più idoneo la lettera di dimissioni. Di seguito andremo a vedere perché è necessario questo documento e quali sono i parametri da rispettare.

La lettera di dimissioni: perché è importante scriverla

La lettera di dimissioni è un atto con il quale il lavoratore dichiara volontariamente di terminare una specifica attività lavorativa in quanto dipendente. La sua compilazione determina quindi sia la volontà di recedere dagli accordi contrattuali sottoscritti al momento dell’inizio dell’attività lavorativa, ma anche la cessazione degli obblighi contribuitivi e previdenziali da parte dell’azienda. Per questo la lettera dovrà contenere una serie specifica di elementi e dovrà essere scritta seguendo la normativa di legge.

Cosa considerare prima di effettuare le dimissioni

Prima di consegnare le dimissioni, sarà importante considerare alcuni aspetti. In primo luogo bisogna valutare i termini contrattuali, e valutare se vi sia un eventuale preavviso da rispettare, ovvero un tempo successivo alle dimissioni per cui si dovrà continuare a lavorare, ovviamente retribuiti dall’azienda, prima di poter affrontare una nuova attività.
Inoltre se si hanno dei progetti aperti o impegni di cui si era diretti responsabili, potrà essere utile chiuderli in maniera adeguata o chiedere al datore di lavoro a chi trasferirli, in maniera da non lasciare nulla in sospeso.
Infine se si hanno buoni rapporti con l’azienda, un comportamento professionale può essere quello di avvertire preventivamente la propria intenzione di dimettersi, indicando le motivazioni che hanno spinto a questa scelta e poi successivamente compilare la lettera.

Come scrivere la lettera di dimissioni in modo corretto

Un tempo la compilazione veniva effettuata dal dipendente a mano o al computer e consegnata in formato cartaceo al datore di lavoro per la sua accettazione. Al suo interno la lettera doveva prevedere una serie di informazioni specifiche, come i dati anagrafici del lavoratore, il suo ruolo, i riferimenti dell’azienda, l’espressa volontà di recedere dal contratto e la data da cui diventavano effettive le dimissioni. Oggi in base al Jobs Act, dal 12 marzo 2016 la lettera di dimissioni volontarie dovrà avvenire solo in maniera telematica. L’operazione potrà essere eseguita in due modalità:

• Sito del Governo: ci si potrà recare sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali al link https://www.lavoro.gov.it/strumenti-e-servizi/Dimissioni-volontarie/Pagine/default.aspx e accedere direttamente al portale dell’INPS dove compilare la domanda di dimissioni volontarie. In base alla nuova normativa prevista ai fini del riconoscimento e della tutela dei dati, l’autenticazione dovrà avvenire attraverso il sistema Spid. Per i contratti sottoscritti prima del 2008 invece bisognerà necessariamente indicare nella lettera di dimissioni la data di inizio dell’attività, la tipologia di contratto, i riferimenti dell’azienda con un riferimento di un indirizzo PEC, e le informazioni relative alle dimissioni.

• Soggetti abilitati: in caso in cui si desidera un supporto nella compilazione della lettera di dimissioni ci si potrà rivolgere anche a soggetti che sono abilitati a questa attività, come un patronato, un consulente del lavoro o un ente bilaterale.

In ambedue i casi dal momento in cui viene comunicata la lettera di dimissioni volontarie, si avranno sette giorni di tempo per ritirarla.