Introduzione

Chi intende interrompere una “gravidanza” può farlo rivolgendosi a una struttura ospedaliera oppure in una clinica, senza dover pagare nulla e rispettando il privato della persona in questione.
A volte una donna può trovarsi a dover affrontare una “gravidanza” non desiderata a causa ad esempio d’imprevisti dovuti dai “contraccettivi”.
Ciò che ne deriva è sicuramente una delle scelte più difficili e dolorose nella vita di una donna.
Nel momento in cui si decide di svolgere questo passo, è fondamentale informarsi approfonditamente su come regolarsi e a quali strutture affidarsi, in modo da eseguire l’intervento nella modalità più sicura possibile e in maniera legale.

La procedura per abortire nel territorio italiano

L'”aborto” è stato legalizzato in “Italia” nel “1978” per merito della “Legge 194”, permettendo così alle donne di poter fermare uno stato di “gravidanza“.

Precedentemente tale procedimento era ritenuto illecito e chi voleva farlo doveva farsi aiutare da chi praticava “aborti” clandestini.
Questi ultimi risultavano essere assolutamente pericolosi e potevano pure provocare la morte della donna in questione, considerando anche che veniva attuato in ambienti sprovvisti di condizioni igieniche adeguate e con mezzi assolutamente non idonei per questo genere di operazione.

Oggigiorno le cose sono mutate notevolmente in questo senso e, se vi trovate a dover sostenere circostanze simili, in questo caso e se non sapete cosa fare e a chi rivolgervi avrete modo di poter propendere verso diverse opzioni.
Come prima cosa è importante parlarne prima col proprio medico curante, così potrà suggerirvi e supportarvi nella scelta della procedura più adatta a voi e alle vostre condizioni di salute.
O in alternativa potrete farvi aiutare da un “Consultorio” in cui prima di tutto si analizzeranno le motivazioni che vi hanno fatto giungere a questa decisione così sofferta. Specialisti del settore vi indicheranno le alternative e di quali diritti potrete usufruire, nel caso in cui si dovesse decidere di proseguire la “gravidanza”.
In seguito avrete una settimana di tempo per poter riflettere su tutto ciò che vi hanno spiegato e vi sarà data una documentazione come testimonianza dell’avvenuto “colloquio”. Se confermerete la vostra decisione di “abortire”, potrete scegliere la “struttura” giusta per voi.

L’intero processo con tutti i suoi passaggi è tutelato dalla legge sulla “privacy” che vi assicura un assoluto “anonimato”. Ciò risulta essere sicuramente necessario se la vostra intenzione è quella di nascondere le vostre condizioni, oltre al vostro intento di voler interrompere lo stato di “gravidanza”.

Come viene fatto

L'”aborto” volontario si può effettuare o mediante l’intervento chirurgico o utilizzando la somministrazione di un paio di medicinali, ovvero la pillola “abortiva” e un’altra compressa che ha la funzionalità di facilitare le contrazioni.
Una percentuale contenuta degli “aborti” svolti nel nostro territorio, viene fatta tramite il “raschiamento”, una pratica che però può essere la causa di difficoltà per la donna.
Pertanto è fondamentale il fatto di essere informate su questi aspetti, in modo tale da poter decidere a chi rivolgervi.