Parte dal 9 febbraio la battaglia di TikTok, imposta al portale dal Garante per la Privacy, a seguito della tragedia accaduta qualche giorno fa alla bambina deceduta per colpa di una challenge estrema che era stata divulgata appunto su tale portale.

Si è trattato di un tragico evento che ha allarmato non soltanto tutte le famiglie, ma anche chi si è sentito responsabile di dover tutelare i minori da questo tipo di insidie che ogni giorno girano in modo incontrollato sui vari social network.

Cosa cambia dal 9 febbraio per TikTok

A partire, dunque, dal prossimo 9 febbraio TikTok vieterà totalmente l’accesso agli utenti che risulteranno essere minori di 13 anni e i loro relativi account, se già on line, verranno definitivamente rimossi dal portale. Tale limite di età, a dire il vero, era già stabilito da sempre dalle regole di TikTok, ma di fatto fino ad oggi non venivano fatte delle sensate verifiche sui dati dichiarati dagli utilizzatori del servizio e addirittura il giorno dopo l’eventuale blocco a causa della troppo giovane età anagrafica, i minorenni potevano modificare la data di nascita, aggirando così in modo molto veloce il sistema.

L’impegno, invece, che la dirigenza di TikTok ha confermato al Garante – il quale aveva già chiesto giorni fa un blocco di urgenza del trattamento dati visto che si sospettava la presenza sul portale di utenti giovanissimi potenzialmente in serio pericolo – è quello di utilizzare l’intelligenza artificiale per verificare in modo più preciso l’età degli utenti. Verranno messi in campo dei particolari algoritmi che monitoreranno giorno dopo giorno la modalità d’uso del portale, profilando i comportamenti dell’utente per comprendere e stabilire se si tratti o meno di un bambino.

La sensibilizzazione delle famiglie

Giusy D’amico, presidente dell’Associazione “Non si tocca la famiglia”, si è dichiarata solo parzialmente soddisfatta del risultato ottenuto dal confronto avvenuto tra Garante e TikTok. Lo scetticismo deriva, innanzitutto, dal fatto che non si ha la certezza che le nuove misure garantiscano una maggiore sicurezza nell’utilizzo della piattaforma dato che molto spesso i ragazzini utilizzano i cellulari dei propri genitori e pertanto agli occhi del portale chi è connesso risulta comunque essere un adulto. Ecco perché è già partita dallo scorso 4 febbraio una campagna per sensibilizzare i genitori affinché anche da parte loro ci sia un maggiore controllo sulle attività on line dei propri figli, in modo da prevenire le possibili minacce che circolano su web. Attraverso questa campagna vengono lanciate delle notifiche push con le quali si informeranno gli utenti in merito al requisito dell’età; verranno inseriti sul portale dei banner informativi sigli strumenti di sicurezza e su come modificare il proprio profilo da privato a pubblico; verranno trasmessi sui canali delle tv nazionali – in collaborazione con il Telefono Azzurro – messaggi di sensibilizzazione per sollecitare i genitori a vigilare attivamente sull’iscrizione dei propri figli al portale e sull’uso che ne fanno dello stesso.

Piccoli passi verso il futuro

Tutte le misure messe ultimamente in atto per tutelare la vita dei minorenni che cadono purtroppo a volte in stupide trappole mortali non serviranno ad eliminare del tutto il problema, ma potrebbero contribuire a ridurlo in modo sostanzioso. Si prevede che a breve il Garante della Privacy effettuerà gli stessi passaggi di tutela effettuati con TikTok anche sugli altri social, quali ad esempio Facebook e Instagram.

Nel frattempo, parallelamente, Giusy D’Amico sta portando avanti una petizione con la quale si è chiesto a TikTok di portare a 16 anni l’età minima per l’accesso e di revisionare la propria policy a favore di maggiori garanzie a tutela dei minorenni.

Non perderti nemmeno una news Seguici su Google News