Che Elon Musk sia un visionario questo oramai è un dato di fatto e l’ha dimostrato anche ultimamente con l’annuncio di voler costruire una città sostenibile su Marte, il pianeta rosso ambito per una prossima vita futura, per il quale ha già programmato un viaggio speciale nel 2026 con il quale far approdare cittadini “comuni” (ma ovviamente molto facoltosi) sulla superficie di questo nuovo mondo.

L’investimento in Bitcoin dell’inventore della Tesla

L’ultimo colpo che ha piazzato, inoltre, il fondatore di Tesla è stato quello di acquistare ben 1,5 miliardi di dollari in Bitcoin. Una cifra che ha fatto subito schizzare al rialzo il valore del titolo che è impennato del 11,93%, arrivando al nuovo record di ben oltre 44mila dollari.

Pare che tutto ciò non rappresenti solamente la volontà di Musk di diversificare il suo portafogli di investimenti e massimizzarne i ritorni, ma che sia correlato alla decisione di accettare in un futuro prossimo pagamenti in Bitcoin per la vendita delle auto elettriche della sua azienda californiana.

A seguito di tale notizia, per simpatia, sono balzati a valori strabilianti anche altre criptovalute minori quali ad esempio Ethereum (+30% ) e Dogecoin (+65%).

Si aprono, così, nuovi scenari che potrebbero sorprendere e sconvolgere il mondo del trading. Quello che ci si aspetta ora, a detta di uno dei più famosi e riconosciuti analisti di GlobalData – Danyaal Rashid – è che altre importanti società seguano la strada di Musk aprendosi totalmente ai Bitcoin, anche se la volatilità delle monete virtuali fa essere molto restii e parecchio cauti gli imprenditori che non se la sentono ancora di rischiare in simili esperimenti finanziari.

Una decisione preannunciata

È ora facile dare un senso ai precedenti cinguetti sui Bitcoin che Musk ha diffuso nelle scorse settimane. Ed è anche piuttosto ovvio che il papà della Tesla era certo dell’effetto che il suo ultimo annuncio avrebbe scaturito sul mercato monetario.

Una mossa del genere non sarebbe stata possibile su un qualsiasi altro titolo, dato che le authority avrebbero potuto accusarlo di manipolazione, mentre con le criptovalute tutto è lecito dato che esse non sono soggette a regolamentazione né esiste oggi un organo preposto al loro controllo.

Il fatto di aver dato in parte più credibilità ad una moneta virtuale per la quale c’è ancora molto scetticismo, potrebbe farne rafforzare la sua immagine ed aumentarne di conseguenza l’utilizzo. Da ciò ne deriverebbe una diminuzione della volatilità della criptovaluta e potenzialmente una sua diffusione su larga scala.

Questo spaventa moltissimo le banche, che si sono trovate improvvisamente concorrenti non influenzabili: le criptovalute – di cui il Bitcoin rappresenta la nascita – non possono essere difatti aggredite dalle Banche Centrali dato che non rispondono a nessuno. Ed ecco perché la Bce per contenere il problema sta pensando addirittura di creare un Euro digitale, con una struttura similare a quella del Bitcoin.

Ovviamente stiamo facendo proiezioni molto lontane, ma del resto è proprio questo che ci ha insegnato Elon Musk in tutti questi anni: a guardare sempre e comunque molto aldilà della realtà e del presente.

 

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