Il Carnevale 2021 rischia di passare inosservato a causa della pandemia. Sfilate in costume e veglioni sono vietati; i classici carri che colorano le nostre città quest’anno sono rimasti chiusi dentro i magazzini. Dobbiamo rinunciare a festeggiare? Niente affatto! Possiamo rendere comunque omaggio al Re Carnevale e a questo inusuale giovedì grasso 2021 attraverso un tour virtuale alla scoperta delle specialità italiane dedicate a questa festa unica e divertente.

Venezia e le sue frittelle

Paese che vai, frittella che trovi. Quelle di Venezia però hanno un sapore del tutto speciale. Chiamate fritoe o frittole, si suppone siano nate nel Medioevo. Intorno al 1500 infatti il cuoco personale del Papa, Bartolomeo Scappi, ne scrisse la versione ufficiale, quella che in buona sostanza è arrivata intatta fino ai giorni nostri.

Le frittole stanno ai veneziani come la carbonara ai Romani. Fanno così parte del loro Dna che nel ‘700 nacquero le prime corporazioni dedicate a questi involucri rotondi di pasta fritta, impreziositi da una cascata di uvetta e pinoli. Era il classico street food. Ad ogni angolo della strada infatti i fritoleri, con il loro banchetto di legno, friggevano frittelle a tutto spiano.

Anche se originarie di Venezia, questi dolci fritti sono diventati un patrimonio culinario di tutto il Veneto. Ogni famiglia ha la sua ricetta segretissima e il tocco personale che rende questo tipico dolce un vero e proprio patrimonio culturale.

Il Carnevale in Toscana

Chi sono i veri protagonisti di questo periodo? Le maschere di carnevale senza dubbio ma anche la frittura! Il dolce tipico carnevalesco infatti deve essere goloso, appagante, e soprattutto unto! Ne sono la dimostrazione i famosi cenci, le frittelle che in altre parti d’Italia vengono chiamate frappe, chiacchiere di carnevale o galani. Pare che questi dolcetti fossero particolarmente apprezzati dalla regina Margherita di Savoia che amava gustarli facendo “una chiacchiera dopo l’altra” con le dame di corte.

Per realizzare dei cenci tradizionali non dobbiamo far altro che consultare la Bibbia dei veri chef ovvero La scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi. Gli ingredienti sono pochissimi. La vera frappa infatti nasce da un semplicissimo matrimonio tra uova, burro, zucchero e farina. Il tocco in più? Una punta di vino bianco o sambuca!

Un altro dolce tipico della città di Firenze è la famosa schiacciata. Questo dolce è il re delle pasticcerie e si riconosce facilmente per il giglio (simbolo della città) impresso al centro. Tipica del martedì grasso, questa torta era chiamata anche “Schiacciata delle Murate” perché originariamente veniva preparata e venduta dalle suore del convento situato in via Ghibellina. Anche in questo caso gli ingredienti previsti sono veramente pochi: uova, lievito, zucchero, farina e aromi come arancia, vaniglia e scorza di limone.

Le castagnole

Le castagnole di carnevale sono diffuse un po’ in tutta la Penisola ma nascono nelle regioni in cui si festeggia il Carnevale Antoniano dedicate a sant’Antonio Abate. La loro origine si perde nella notte dei tempi, pare infatti che ai tempi dei Romani se ne preparasse una versione rudimentale, una specie di castagnola ante-litteram. Il nome curioso deriva dalla forma che ricorda quella di una castagna. Questo dolce carnevalesco è una semplice pallina di pasta lievitata fritta nell’olio e decorata con miele, zucchero o alchermes. Possono essere cotte anche in forno ma ovviamente la versione più golosa rimane sempre la fritta!

Non solo dolce

Il nostro piccolo tour dedicato al giovedì grasso 2021 non può che terminare con uno dei protagonisti assoluti della tavola di febbraio: il maiale. Da nord a sud, le ricette con questo tipo di carne sono numerose. Salumi, lardo, salsicce, bistecche: non c’è che l’imbarazzo della scelta!

 

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