Scientificamente viene definita con il termine medico di saturazione psicologica e non corriposponde a null’altro che all’affaticamento del nostro cervello dovuto ai troppi pensieri e ai troppi impegni.

Che il nostro sia un secolo particolarmente stressato lo si era capito già da molti anni. Il consumismo portato all’ennesima potenza, la continua ricerca di una felicità che pare non si riesca a trovare in alcun luogo e vicino a nessuna persona, la sete di soldi e poter, le difficoltà di dover gestire contemporaneamente famiglia e lavoro, l’ansia da prestazione per poter raggiugere le aspettative che gli altri ripongono in noi.

Tutto questa era già sufficientemente abbondandante per portare il più sano ed equilibrato di noi a manifestare segni di cedimento. Per non bastare, ultimamente, è arrivata anche la pandemia a mettere ancora più a rischio quel minimo di pseudo-stabilità che qualcuno di noi poteva ancora vantare.

Come si manifesta la stanchezza mentale?

La stanchezza mentale è facilmente individuabile dall’occhio esperto di uno specialista, ma ci sono in ogni caso degli espliciti sintomi che ci possono aiutare a riconoscerla anche senza recarci necessariamente da un dottore.

Innanzitutto, la fatica cerebrale provoca dei disturbi, più o meno profondi, al nostro sonno: ci si sveglia più volte durante la notte, non si riesce a dormire bene e nelle situazioni peggiori arriva l’insonnia. Un altro sintomo che si palesa in caso di stress è la mancanza di concentrazione. Pare quasi di sentirsi in uno stato confusionale, all’interno del quale qualsiasi pensiero appare offuscato e contorto.

Purtroppo alla lunga, se la situazione che provoca lo stato di stress mentale persiste per troppo tempo, la situazione può addirittura evolvere negativamente in ansia, attacchi di panico, esaurimento, fino a trasformarsi in vera e propria depressione, uno dei mali peggiori e spesso incurabili dei nostri tempi.

Non siamo nati per essere multitasking

Che ci piaccia o no, il nostro cervello non è stato creato per effettuare troppe operazioni contemporaneamente. Spesso dimentichiamo che non siamo delle macchine e che abbiamo bisogno di ritmi “più umani”. Quando in modo scherzoso si afferma che gli uomini rispetto alle donne riescono a gestire soltanto un compito alla volta, non ci rendiamo conto che stiamo parlando di una pura verità, che dovrebbe essere vista però in accezione positiva. Sarà magari proprio per quello che è quasi sempre il gentil sesso a soffrire di depressione. Le donne, ma anche alcuni uomini… ci mancherebbe, chiedono troppo a loro stessi.

Ora di cambiamento

Ridurre la stanchezza mentale è possibile. Basta un pò di impegno e il desiderio di cambiare il proprio status insano.

Ovviamente, in primis bisogna ridurre il proprio carico di lavoro, dedicare più tempo a se stessi ed imparare a dire qualche no agli altri. Organizzazione è poi la chiave giusta per sentirsi meno appesantiti: l’utilizzo di un’agenda come supporto alle proprie attività quotidiane può risultare un ottimo alleato, a patto però che non venga riempita di cose da fare.

Si devono rispettare almeno le 8 ore di sonno. Evitate anche di utilizzare apparecchi tecnologici, quali smartphone e tablet, appena prima di andare a letto ed aiutatevi con infusi o tisane rilassanti.

Mantenere un regime alimentare corretto ed equilibrato e praticare della costante attività all’aria aperta è inoltre fondamentale per sentirsi bene. Del resto fin dai tempi dei tempi si sa che il segreto è “mens sana in corpore sano”.

Un ultimo consiglio un pò egoistico: fate solo ciò che vi fa stare bene.

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