Una voce inconfondibile e non perché il nome di Claudio Sorrentino fosse troppo noto nel mondo dello spettacolo, ma perché la sua voce è stata quella di John Travolta, di Mel Gibson, di Russel Crowe, di Bruce Willis, di Mickey Rourke e addirittura anche quella di Topolino, negli anni settanta.

Ma la sua vita non è stata solo quella che ha prestato parole e intonazioni ai grandi attori di Hollywood, è stata molto di più. Un piccolo prodigio, visto che già a cinque anni fu notato mentre interpretava una canzone di Roberto Murolo, da lì il grande salto nel teatro che lo ha portato a recitare in opere di Pirandello ed Edoardo.

Crescendo il suo talento ha trovato sbocco in tv, con la partecipazione a sceneggiati, commedie, serie tv, film e trasmissioni di intrattenimento. In questo nuovo filone della sua carriera l’esordio lo si deve a Corrado che lo ha lanciato in Domenica In, senza dimenticare le apparizioni in Tandem, programma di Rai2 in collaborazione con un altro indimenticabile della tv, Fabrizio Frizzi, e Blitz.

Il suo impegno verso il sociale ha fatto sì che diventasse autore di una trasmissione d’inchiesta come Droga che fare?, alla quale è seguita la fondazione di una struttura assistenziale verso le famiglie e i ragazzi con problemi di droga.

I ragazzi sono sempre stati il motivo del suo impegno, la ricerca per loro di un futuro migliore. Da questa necessità è nato Social Point, anch’esso un programma tutto dedicato ai giovani.

La sua poliedrica esuberanza e creatività lo ha condotto alla guida di programmi in radio, in particolare tra il 1995 e il 2000 è stato conduttore de I suoni del cinema, dedicato al mondo dei doppiatori. È stato anche consigliere del Ministro dei beni e delle attività culturali per il cinema e lo spettacolo.

Indubbiamente tutti percorsi interessanti e stimolanti, ma la strada più fortunata intrapresa da Claudio Sorrentino è senz’altro stata quella di doppiatore, l’unica che lo ha veramente innalzato alle vette più alte del successo.

La sua fama gli ha permesso di fondare anche un’associazione di attori e doppiatori di cui è stato presidente fin dal 1994. Oltre ad aver prestato la voce ad attori del calibro di Sylvester Stallone, John Travolta, Bruce Willis, è stato anche la voce del primo Rusty in Rin Tin Tin, oppure l’indimenticabile Rickie Cunningum di Happy Days.

I suoi amici più stretti, le persone a lui più legate, coloro che lo hanno amato in vita così come lo ricordano ora che non c’è più vogliono ricordarlo con un’unica frase. Quella pronunciata da Mel Gibson in Braveheart che interpreta l’eroe scozzese William Wallace.

Di fronte al torturatore, il suo coraggio, il suo cuore impavido appunto, sta tutto nel commovente quanto orgoglioso grido di Libertà.

Con questo indelebile messaggio si vuole ricordare il volto, la voce e il cuore di Claudio Sorrentino, nato a Roma il 18 luglio del 1945, che all’età di 75 anni è deceduto ieri, martedì 16 febbraio, a Roma, a Villa Tiberia, per le conseguenza del coronavirus, contratto dal doppiatore.

Una passione, quella per il doppiaggio, vizio di famiglia. Visto che a prestare la voce non era soltanto Claudio, ma anche sua sorella Liliana.

I funerali si terranno in forma strettamente riservata e privata.







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