Oggi Google ci propone un doodle insolito, colorato ma severo. Da stanotte a mezzanotte infatti il volto austero e profondo di Audre Lorde ci guarda sorniona dallo schermo. I suoi occhi ci pongono una domanda muta ma potente: ” Donne, ce l’abbiamo fatta?”

La vita di Audre Lorde

Amava definirsi come “Nera, lesbica, madre, guerriera, poetessa”. Figlia di Frederick Byron Lorde e Linda Belmar, Audrey nasce il 18 febbraio 1934 ad Harlem. Cresciuta sulle note delle storie caraibiche colorate e chiassose raccontate dalla madre, impara a leggere e a scrivere all’età di 4 anni.

Sin da subito mostra la caparbietà che l’ha sempre contraddistinta. Ancora bambina infatti decide di rimuovere dal suo nome la y finale per creare una maggiore assonanza con il cognome: Audre Lorde. E fa un primo passo verso l’appropriazione della sua identità. A 13 anni scrive la sua prima poesia e dopo il diploma sperimenta uno dei più grandi dolori della sua vita, la perdita della sua migliore amica.

Lascia presto la casa dei suoi genitori perché avida di indipendenza e libertà. Studia all’Università, si mantiene con vari lavoretti fino al 1962, quando sposa Edwin Rollins, un avvocato dal quale ha due figli, Elizabeth e Jonathan.

La coppia divorzia nel 1970. La donna ha infatti scoperto la sua omosessualità. In quegli anni conosce Frances Clayton, professoressa di filosofia, che è stata la sua compagna fino al 1989.

La sua fama di poetessa cresce negli anni. Dopo la prima raccolta di versi, pubblica la poesia “Martha” in cui confessa la sua omosessualità.

Nel 1978 le diagnosticano un cancro al seno con il quale lotta per 14 anni. Si spegne nel 1992, all’età di 58 anni.

L’outsider dei diritti delle donne

“Lasciate che vi parli prima di com’era essere una poetessa nera negli anni ’60. Significava essere invisibile. Significava essere davvero invisibile. Significava essere doppiamente invisibile come donna femminista nera e significava essere tre volte invisibile come femminista e lesbica nera.”

Le parole di Audre sottolineano il suo impegno contro il razzismo e non solo. Il suo attivismo si è spinto oltre fino ad arrivare ad anticipare la necessità di cancellare qualsiasi differenza di genere e di sesso.

Il suo merito è stato quello di puntare il dito contro il movimento femminista del suo tempo, colpevole di essere concentrato troppo sulla realtà delle donne bianche, tralasciando invece il resto del mondo femminile e non solo. L’unità delle donne per Audre era solo un’illusione e c’era ancora tanto lavoro da fare.

La Lourde ha avuto il merito di dare, attraverso l’esempio delle donne afro-americane, linfa vitale al concetto di intersezionalità che deve molto ai movimenti contro il razzismo e al femminismo. E anche alla stessa Audre. La poetessa ha saputo indicare con forza la strada per indicare al mondo ma soprattutto alle stesse donne che etnia, classe e genere non sono categorie distinte ma unite da un rapporto stretto e interconnesso. Le basi quindi del movimento LGBT moderno.

Le parole di Audre

Il doodle gogle oggi non cade a caso ma è l’emblema del Black History Month, il mese dedicato alla storia del popolo afro-americano, la cui identità è stata urlata dalla stessa autrice. Rabbia, indignazione, amore, poetica: Audre non ci fa mancare nulla nelle sue opere. La sua capacità di analizzare la realtà la faceva passare da prese di posizioni dure come quella sulla pornografia ad autentiche perle romantiche.

La sua prosa, potente e fluente come l’eruzione del mount etna, ha avuto il potere di svegliare le donne, aprendo il velo che da sempre mascherava un femminismo che apparteneva alla classe medio borghese bianca.

Audre ha combattuto con le parole e con i versi, regalando al mondo una concezione libera e unitaria dell’umanità stessa.

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