Da molti sono state ribattezzate come le “mascherine dei vip” in quanto sono state notate proprio sul volto di giornalisti e personaggi famosi. Si tratta delle U-Mask di cui tanto si è parlato negli ultimi mesi.

Queste sono mascherine molto particolari, prodotte da un’azienda inglese: prevedono un sottile strato in nylon molto resistente, a cui viene letteralmente agganciato un filtro capace di bloccare l’ingresso verso naso e bocca di batteri e virus di ogni tipo.

La U-Mask prevede un sistema specifico con quattro strati di protezione: sul commercio sono state presentate come capaci di un filtraggio superiore alle Ffp2.

Non sono mancate però le controversie in merito a questo argomento che ha destato particolare interesse negli ultimi tempi. In particolare, sono stati effettuati degli studi che hanno messo in dubbio la capacità filtrante di questa mascherina.

Ma è di qualche ora la decisione ufficiale da parte del Ministero della Salute: le mascherine U-Mask non potranno più essere vendute. Con questo provvedimento appare evidente come sia stato appurato il rischio potenziale correlato all’utilizzo di una maschera del genere, non del tutto protettiva.

In particolare, lo stesso Ministero, ha chiarito con una nota che potrebbero essere aumentati i potenziali rischi per la salute e che il processo di certificazione, fondamentale per l’immissione in commercio, non sarebbe stato così rigido.

Non sono dispositivi medici. Bensì, si tratta di mascherine che potrebbero determinare rischi per la salute delle persone, ancor maggiori se si pensa alla pandemia attualmente in corso.

Molto gradite dal pubblico per via delle loro colorazioni e soprattutto dello stile elegante che garantivano. Note ai più soprattutto per via del fatto che molte celebrità le hanno indossate nel corso delle ultime settimane.

Disponibili sul mercato ad un prezzo alquanto oneroso rispetto ad altri modelli, su tutti chirurgiche e FFP2 (33,60 euro al pubblico). Il vantaggio citato dall’azienda era fondamentalmente collegato alla possibilità di riutilizzare il filtro fino ad un massimo di 150-200 ore.

Dopo il provvedimento del Ministero della Salute, entro 5 giorni l’azienda dovrà ritirare a spese sue tutti i prodotti presenti in commercio, principalmente in farmacie e su portali online.

Senza dimenticare che le U-Mask verranno eliminate del tutto dalla banca dati dei dispositivi medici su piattaforme sanitarie. Una vera e propria “retrocessione” per quelle che venivano considerate come mascherine di ultima generazione e che invece si sono rivelate come non del tutto efficaci, in base alle analisi del Ministero.

Questo provvedimento è la conseguenza di un sequestro da parte dei carabinieri del Nas che avevano sequestrato il laboratorio dove erano state effettuate le analisi sulle U-Mask a Bolzano. Aperta così un’inchiesta per frode, con l’indagine aperta nei confronti di Betta Maggio, ovvero la rappresentante legale dell’azienda produttrice delle mascherine.

Una situazione nata da un esposto di un’azienda concorrente che sosteneva come la capacità filtrante delle U-Mask non potesse essere in alcun modo equiparabile a quella di una FFP2 o FFP3.

Questa vicenda accende dunque l’attenzione, ancor di più in una situazione di emergenza come quella attuale, sul corretto uso delle mascherine. E soprattutto sulla scelta idonea dei modelli migliori da indossare per non correre alcun tipo di rischio.

 




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