Domandarsi cosa guardare stasera in tv, se preferire una commedia all’italiana, magari con Laura Chiatti, o puntare su qualche altro genere, è una domanda che tutti ci facciamo ogni giorno. Oggi, 22 febbraio, è una data molto importante per tutte le persone di fede, soprattutto se particolarmente devote all’Ordine Francescano. Si commemora, infatti, la data di morte di Santa Margherita da Cortona. Un personaggio commovente, mistico ed emblatico della cultura cattolica, tanto da aver ispirato il grande Mario Bonnard a sceneggiarne la vita per farne un film.

Santa Margherita da Cortona: il film

La figura di Margherita, donna innamorata tanto da avere il coraggio di diventare l’amante di un uomo, in tempi in cui non contrarre matrimonio era un disonore insopportabile, ha ispirato un famoso film, sceneggiato e diretto da Mario Bonnard. Il film uscì in Italia proprio il 22 febbraio del 1950. A commemorazione della data di morte di Margherita. La donna diventò Santa per volere di di Papa Benedetto XIII che volle premiare la sua conversione. Infatti, alla morte del suo amante, Margherita si convertì a una fede profonda. Una passione vivida, sincera e totale per la parola di Dio e la spiritualità. Che la distinse a tal punto da commuovere Benedetto XIII fino a chiedere la sua santificazione.

La commovente vera storia di Margherita di Cortona

Margherita era un’umile ragazzina di Laviano. Siamo nella metà del 1200, tempi molto lontani in cui le donne non godevano di alcun privilegio ed erano considerate una proprietà prima del padre e poi del marito. Margherita da Cortona restò orfana in giovane età ma si appoggiò totalmente all’amore di un uomo: Raniero Del Pecora, uno dei grandi signori di Valiano, paesino nei pressi di Cortona. Tale gentiluomo non la volle mai sposare, si presume a causa della loro differenza sociale e culturale. Tuttavia, ebbero un figlio insieme e trascorrevano molto del loro tempo in una residenza lussuosa, adibita alle battute di caccia, ai confini boschivi tra Umbria e Toscana. Un giorno l’uomo uscì per dedicarsi alla caccia e non fece più ritorno. Margherita, seguendo il cane del suo amante, ne trovò il corpo esanime, probabilmente dopo un’aggressione da parte di animali selvatici. A quel punto, la povera Margherita si vide ripudiata dalla famiglia dell’amante, che non volle riconoscere il suo ruolo di compagna di Del Pecora. Si rifugiò, quindi, nella religione e nella fede.

La versione del film

La sceneggiatura del celebre film, che vede Maria Frau nelle vesti della Santa, si ispira invece a un’altra versione sulla vita di Margherita. In questo caso la giovane Margherita, pastorella povera di Laviano, conosce Arsenio mentre si occupa di pascolare le greggi. Si innamorano, con gran dispetto dell’amante della matrigna di Margherita che, segretamente, ha anche delle mire su di lei. Questi, pur di non cedere la figliastra ad Arsenio, lo uccide. La promessa sposa di Arsenio, Francesca, per il dolore della sua dipartita si suicida. La morte di Francesca scatena i paesani, che ne attribuiscono la colpa a Margherita da Cortona, iniziando a perseguitarla. Per sfuggire a tutto questo orrore e dolore la giovane si chiude in se stessa e cerca conforto nell’assistenza ai bisognosi. Infatti, durante la peste, si dedica ad assistere decine e decine di malati, inclusa la sua matrigna. Che le morirà tra le braccia. Si narra anche del fatto che Margherita avesse visioni divine, in cui la Madonna e Gesù la spronavano a perdonare e a sfogare il suo dolore curando quello altrui.

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