Ieri il primo attacco di Joe Biden in Siria

Il neoeletto presidente degli USA ha preso una delle sue prime decisioni di enorme rilievo in ambito internazionale. Un attacco aereo è stato inviato contro una milizia filoiraniana in Siria e diverse sono state le vittime. Si parla di 17 morti tra i combattenti. Sono questi i dati dall’Iran in merito a quello che può essere considerato a tutti gli effetti come il primo attacco aereo di Biden verso una struttura delle milizie nemiche.

La risposta agli attacchi missilistici

L’attacco voluto da Joe Biden è arrivato in risposta a precedenti attacchi missilistici subiti dagli americani in Iraq. Tre razzi avevano colpito una decina di giorni fa la base di Erbil nel Kurdistan iracheno. Uno dei missili aveva colpito la base delle milizie internazionali guidate dagli USa, causando un morto tra i civili e diversi feriti tra i militari. A rivendicare gli attacchi erano state proprio le milizie filoiraniane.

La rivalità storica tra Iran e USA

Le tensioni di questi giorni in Iran sono motivate dalla determinazione di Teheran a voler allontanare gli americani dal territorio. Ma la risposta USA è arrivata subito ed è stata una dimostrazione di forte determinazione da parte di Biden. Si è trattato infatti di una risposta dura, decisa con l’intento di mostrare il pungno duro nei confronti dei milotanti.

I primi commenti dal Pentagono

Dal Pentagono fanno sapere che l’obiettivo è stato centrato. L’attacco doveva colpire la base dei militanti ed è riuscito perfettamente. John F. Kirby, portavoce del Pentagono ha dichiarato che la base colpita era utilizzata dalla stessa milizia che aveva firmato l’attacco agli americani in Iraq. Di questo pare che gli aamerican siano certi. La milizia filoiraniana ha ricevuto dunque una risposta molto precisa da Joe Biden.

La fermezza di Biden

Biden si è insediato da poco e come Presidente degli Stati Uniti d’America riceve l’eredità di Trump, che a sua volta aveva avuto a che fare con queste problematiche in Medio Oriente. Gli esperti ritengono che i missili inviati dai milotanti contro gli americani fossero finalizzati proprio a far uscire Biden allo scoperto, per capire quali fossero le sue intenzioni in merito alla presenza delle truppe americane in territorio iracheno. Ebbene, se Trump aveva già ritirato parte delle truppe, lasciando 2500 uomini, Biden deve ancora prendere in merito una decisione ed è per questo probabilmente che dall’altra parte si punta a far esporre il neopresidente.

Un attacco concordato

La risposta di Biden con questo attacco miratoo non è stata decisa in maniera univoca dagli americani e il Pentagono ci tiene a far sapere questo. L’attacco è stato infatti concordato direttamente con gli altri membri della coalizione, che erano dunque d’accordo ad intervenire. Lo fa sapere ancora il portavoce Kirby che ha voluto sottolineare come la risposta militare sia stata studiata e valutata nei minimi dettagli, per poi far partire un attacco che è stato chirurgico e ha puntato dritto all’obiettivo.

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