Stiamo parlando del gruppo di professionisti più storico di casa Sony, il team che ha praticamente fondato la PlayStation per il quale si sperava che quelle che giravano da settimane fossero soltanto voci di corridoi.

Invece è ufficiale: la conferma della chiusura di Sony Japan Studio arriva direttamente da parte di Sony Interactive Entertainment che ha annunciato una riorganizzazione totale.

L’ascesa di Asobi

Il Japan Studio è giunto al capolinea. Tutto d’ora in poi si concentrerà su Asobi, il quale avrà come focus quello di occuparsi della serie Astro, mentre nel frattempo PlayStation Studio gestirà le collaborazioni con i team esterni e l’attività dei prodotti destinati al mercato giapponese. In questo modo anche se non verrà totalmente eliminato, il Japan Studio si troverà spogliato della maggior parte dei compiti che fino ad adesso aveva seguito e parte dei componenti verranno assorbiti appunto nell’organico di Asobi. Dobbiamo dimenticarci, dunque, di poter veder nascere da Japan Studio capolavori di giochi, come eravamo stati abituati con Gravity Rush 2 e The Last Guardian. Tutto questo accadrà dal prossimo 1° aprile.

Un disegno preannunciato

Quando a fine dello scorso febbraio si era saputo che Maasaki Yamagiwa – produttore di Bloodborne Deracine e Tokyo Jungle, avrebbe lasciato il Sony Japan Studio erano già iniziati i primi sospetti. Lui stesso attraverso il suo profilo social su Twitter aveva annunciato il suo cambio di azienda, senza però dare dettagli precisi sul suo futuro lavorativo, ma lasciando intuire che sarebbe comunque rimasto nel mondo dei videogiochi. Ancor prima di lui altri ruoli di spicco si erano congedati, entrando a far parte di altre realtà oppure presentandosi sul mercato in forma indipendente: Teruyuki Toriyama, Keiichiro Toyama e Kazunobu Sato, tutti sviluppatori di altissimo livello.

Gli equilibri aziendali nascosti

Resta ora da capire se anche il Dipartimento di Sviluppo Esterno – per capirci quello che aveva seguito la nascita di Demon’s Souls – subirà in qualche modo qualche modifica o scombussolamento al pari del Japan Studio o se riuscirà a rimanere indenne da questo processo di trasformazione, dovuto a questioni puramente economiche. Pare che Japan Studio non rappresentasse più una fonte di reddito soprattutto considerato che i giochi creati dai suoi sviluppatori avevano riscontro soltanto sul mercato nipponico. Altre persone che gravitano intorno all’universo Sony, invece, legano la decisione direttamente ai vertici aziendali e alla loro intenzione di spostare sulla sede americana della Sony Interactive Entertainment il focus della produzione.

Jim Ryian, CEO di SIE (acronimo col quale viene indicata la Sony Interactive Entertainment) smentisce il tutto e non si sbilancia con particolari informazioni in merito, anche se non ha mai nascosto la sua spiccata volontà di occidentalizzare maggiormente i games di casa Sony.

Fra poco più di un mese, probabilmente, sapremo la verità.







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