In questo triste e difficile periodo di pandemia, un raggio di luce e di freschezza è arrivato ieri dalla 78esima edizione dei Golden Globe. In Italia arriva il premio assegnato a Laura Pausini per la migliore canzone. Dopo ben 74 anni trionfa una donna come regista del film drammatico Nomadland. Trionfo per la serie The Crown.

Due donne per una condizione spettacolare a distanza

Quella dei Golden Globe 2021 è stata un’edizione molto particolare, che ha dovuto adattarsi alle modalità imposte dal virus che attualmente è ancora in corso. Le due conduttrici Tina Fey e Amy Poehler, l’una da Los Angeles al Beverly Hilton Hotel e l’altra da New York sulle cime del Rockfeller Center, hanno saputo intrattenere splendidamente la platea televisiva ed i premiati, che hanno dovuto seguire la trasmissione soltanto in collegamento zoom.

Il tappeto rosso è stato sostituito da una sfilata virtuale di star che in collegamento dalle loro residenze hanno postato sui social i loro look e i loro commenti in tempo reale. Un evento, dunque, con una forte connotazione on line, che non ha però scoraggiato i milioni di telespettatori che si sono accontentati di alcuni sketch comici delle presentatrici e dei loro colleghi del SNL (Saturday Night Live).

Nomadland, già Leone d’Oro, conquista la giuria

Brinda in questa edizione la regista cinese Chloé Zhao che con il suo western drammatico riesce ad arrivare direttamente al cuore delle persone. Era dal lontano 1978 che una donna non si aggiudicava un Golden Globe. L’ultima era stata appunto la sensazionale Barbra Streisand con il film Yentl, che dal suo profilo twitter ha cinguettato “Era ora!”. “Nomadland è un pellegrinaggio attraverso il dolore e la guarigione” sono state le parole di Zhao in streaming.

Una conquista anche per la musica italiana

La miglior canzone è stata definita quella di Diane Warren, Io sì (Seen) cantata dalla nostra beniamina Laura Pausini che ha prestato la sua voce per la magistrale interpretazione legata al film La vita davanti a sé con Sophia Loren. La cantante romagnola, via web, seduta al suo magico pianoforte a coda bianco, ha ringraziato tutti definendosi sorpresa, orgogliosa ed onorata di un tale riconoscimento. Purtroppo, invece non è stato così fortunato il film di Ponti che viene battuto da quello del regista americano di origine coreana Lee Isaac Chung, che riesce ad emergere con Minari. Girato negli Stati Uniti ma in lingua coreana, Minari è la storia autobiografica di una famiglia che emigra dalla Corea del Sud fino all’Arkansas.

Le serie tv che ci hanno appassionato

Come previsto arriva il trionfo per la serie della famiglia reale The Crown che si porta a casa la statuetta sia per la sua quarta stagione che per i suoi attori. Premiati Emma Corrin e Josh O’Connor, ossia Diana e Carlo, ma anche Gillian Anderson con la sua Mrs Thatcher.

Per la commedia si distingue l’attrice Catherine O’Hara (aveva il ruolo di madre nel famoso film Mamma ho perso l’aereo) grazie alla sua interpretazione per Schitt’s Creek, mentre riesce a farsi notare e premiare Mark Ruffalo come miglior attore della serie drammatica I Know This Much Is True. Un risultato soddisfacente lo ottiene anche la serie La regina degli scacchi attraverso il premio miglior attrice di Anya Taylor Joy.

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