A Brescia, nel corso di un confronto incrociato con un paziente di origine africana covid positivo, è stata rilevata la presenza della variante nigeriana del Coronavirus. Decisivi i prossimi giorni. Gli esperti infatti saranno tenuti a verificare se siamo di fronte a un caso isolato, quindi portato dal soggetto positivo al test, oppure se la variante sta già circolando sul territorio.

In una Brescia appena dichiarata zona arancione a causa della presenza massiccia della variante inglese, arriva come un fulmine a ciel sereno la notizia della presenza del mutante B1.525 individuato per la prima volta nel nostro Paese a Napoli nel mese di febbraio.

La variante nigeriana del Sars-CoV-2

La notizia è stata data da Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di Virologia, ordinario di Microbiologia e microbiologia clinica all’università degli Studi bresciana e direttore del Laboratorio di Microbiologia dell’Asst Spedali Civili.

L’uomo ai microfoni di AdnKronos Salute ha affermato che l’ATS è riuscita a sequenziare geneticamente il virus e isolarlo. Questo è un aspetto da non sottovalutare perché soltanto in questo modo gli esperti potranno comprendere se queste varianti possono essere qualificate come vaccino-resistenti.

La variante nigeriana, anche se inizia a contare un numero maggiore di casi al mondo, risulta essere meno diffusa di quella inglese. Questo però non vuol dire abbassare la guardia.

Gli studi in laboratorio permetteranno di comprendere il grado di aggressività di questa nuova mutazione e se è resistente o meno agli anticorpi indotti dalla vaccinazione. Quello che stanno facendo a Brescia, continua Caruso, è in realtà la prassi che andrebbe seguita tutte le volte che si è in presenza di una variante: isolare il virus e caratterizzarlo per conoscerlo e combatterlo.

La variante inglese

Nel corso di un campionamento richiesto dalla regione lombardia per il covid è emerso che la variante inglese è pari al 64%. Un’incidenza che deve essere analizzata, afferma Letizia Moratti, vicepresidente e assessore al Welfare, soprattutto alla viglia della partenza del programma regione lombardia vaccini.

Ultime novità sulla variante inglese

L’intervista del professor Caruso si conclude con i risultati ottenuti durante un test al quale sono stati sottoposti dei volontari vaccinati con lo Pfizer- Biontech.

Gli anticorpi sviluppati grazie alla vaccinazione sono stati più efficaci nei confronti della variante inglese rispetto all’originario virus di Wuhan. Secondo gli esperti, che presto pubblicheranno i risultati dello studio sulla rivista pubmed, questo risultato non fa che confermare l’assoluta validità dei vaccini nella lotta al Coronavirus. L’unica arma che abbiamo, secondo l’ordinario di Microbiologia, è quella della vaccinazione a tappeto.

La capacità di debellare la variante inglese da parte del singolo anticorpo non deve essere sottovalutata. Questa mutazione del virus infatti nel giro di pochi mesi si è riprodotta velocemente e ha mostrato tutta al sua aggressività. I medici, nei giorni scorsi, hanno sottolineato come questa variante sia in grado di colpire anche i soggetti più giovani.

Il vaccino Sputnik

Caruso si è detto inoltre scettico sull’eventualità di bypassare l’Agenzia europea del farmaco (EMA) per agevolare la distribuzione del vaccino russo Sputnik. Ogni farmaco deve procedere secondo un iter creato appositamente per accertarne la validità ma soprattutto la sicurezza. L’Ema non si è ancora pronunciata, è quindi necessario attendere il via libera degli esperti.







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