Arriva alle 11 di mattina la tegola che colpisce in pieno il Festival di Sanremo: un collaboratore stretto di Irama è positivo al Covid. Scatta l’allarme rosso che attiva le procedure previste dalla legge. Al cantante vengono fatti immediatamente un tampone rapido e molecolare che risultano entrambi negativi. Adesso la patata bollente passa a chi dovrà considerare se Irama è un contatto stretto del professionista.

Un fulmine a ciel sereno

I mesi che hanno preceduto la 71esima edizione del festival di Sanremo sono stati ricchi di colpi di scena. Le restrizioni dettate dal contenimento della pandemia infatti hanno dettato le regole di uno show atipico, a tratti alienante.

Più che le canzoni a tenere banco è stata la macchina della sicurezza che ha imposto un ritmo tutto suo alla kermesse. I tamponi vengono effettuati dalla RAI ogni 72 ore soltanto a chi accompagna fisicamente il cantante all’interno dell’edificio, quindi direttore d’orchestra, fonico e accompagnatore.

Per quanto riguarda gli altri professionisti che fanno parte dell’entourage degli artisti, spetta alle case discografiche effettuare i controlli con tamponi periodici. Ed è stato proprio nel corso di uno di queste verifiche che il collaboratore di Irama, che si occupa nella fattispecie della sua immagine, è risultato positivo.

L’uomo aveva eseguito un test venerdì scorso nella sede della Warner ed era risultato negativo. A Sanremo è arrivato da solo con la propria auto. Con Irama però ha comunque avuto dei contatti, seppur protetti entrambi dalla mascherina. Il cantante, richiuso con il suo staff nell’hotel Miramare, si dice fiducioso ma afferma che la salute deve venire al primo posto.

Intanto la sua esibizione, prevista nel corso della prima serata, è stata sostituita con quella di Noemi, in attesa che le autorità sanitarie decidano sul da farsi. Se Irama verrà considerato un contatto stretto del professionista, dovrà osservare quindici giorni di quarantena, così previsto dalle norme anticovid.

Noemi e la forza di ritrovarsi

Amadeus lo ripete da tempo, questo sarà un festival delle Donne. Durante la prima serata su quel palco sono arrivati i piedi scalzi e la voce di Madame, il volto rassicurante dell’infermiera Alessia Bonari e quello sbarazzino dell’attrice di Matilda de Angelis.

Una delle donne che ci ha più colpito però è stata Noemi e non perché si è presentata su quel palco visibilmente dimagrita e fasciata in un abito D&G. A scavarci l’anima sono state non solo le parole della canzone, ricche di sonorità così lontane dal mondo al quale ci aveva abituato la cantante romana, ma anche quelle pronunciate dalla donna nei giorni che hanno preceduto la sua performance.

È vero, ci si è concentrati fin troppo sulla linea ritrovata, su un corpo che adesso appare snello e atletico. Quello che però forse è sfuggito ai più è stata la voglia di rimettersi a fuoco dopo un periodo in cui Noemi aveva smarrito la persona più importante della sua vita: se stessa.

Ed è proprio in questo frangente che Noemi diventa una di noi. Quante volte abbiamo provato quel senso di fastidiosa estraneità guardandoci allo specchio? Quante volte il nostro aspetto ma anche le nostre scelte appartenevano a tutti tranne che a noi stesse?

Ed è proprio qui che la cantante decide di fermarsi per iniziare a lavorare a una nuova immagina pubblica e privata conforme a quello che la donna sente di essere, alle sue corde più profonde. Riscoprirsi e amarsi è stato il leit motiv della sua dieta, afferma la nutrizionista che l’ha seguita. Una dieta, aggiungiamo noi, che le ha sistemato anche l’anima. E la canzone Glicine ne è la prova e noi non possiamo fare a meno di amarla.

 

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