Al Festival di Sanremo 2021 sono andate in scena le cover. La puntata di ieri sera è iniziata con i Negroamaro che hanno cantato 4 marzo 1943, il brano che Lucio Dalla presentò su quel palco 50 anni prima.

La serata, presentata da Amadeus e Vittoria Cerreti, la top model che il mondo ci invidia, ha alternato autentiche perle come la versione di “Del Mondo”, realizzata da Max Gazzè, Daniele Silvestri e The Magical Mistery Band o ″Giudizi Universali″ proposta da Willy Peyote e Samuele Bersani.

Non è mancato qualche scivolone, come la totale mancanza di sincrono tra Noemi e Neffa o il microfono spento di Fasma che ha duettato con Nesli. Come nella scaletta seconda serata Sanremo 2021, anche il terzo appuntamento con la kermesse sonora ci ha proposto l’esibizione di Achille Lauro. Sanremo 2021 è un autentico banco di prova per il giovane cantante romano che ha partecipato anche al reality Pechino Express.

Ne uscirà vincente?

Il ricordo di Lucio

4/3/1943 – 4/3/2021: eccolo il fil rouge seguito ieri sera per celebrare Lucio Dalla, il cantautore bolognese la cui scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile nella musica italiana.

Chi vi scrive ha un rapporto altalenante con le cover. Da una parte hanno il merito di resuscitare brani dimenticati, canzoni che difficilmente entrano nelle nostre playlist su Spotify non per disinteresse ma perché semplicemente li abbiamo nascosti dentro un cassetto della memoria.

È il caso, ad esempio, di ″Splendido Splendente″ proposta ieri sera da La rappresentante di Lista e dalla stessa Rettore o ″Mi sono innamorato di te″ di Tenco, cantata da Gaia e Lous and The Yakuza. Poi ci sono le cover che, pur apprezzandole tantissimo, ti fanno rimpiangere il cantante che non c’è più. E non perché chi le propone non sia bravo.

Ieri sera i Negroamaro ci hanno regalato una versione spettacolare del brano di Lucio Dalla. La voce di Giuliano Sangiorgi ne ha percorso l’architettura sonora con una maestria e un rispetto più che apprezzabili. Il frontman del gruppo è presentato sul palco di Sanremo di verde vestito e con un paio di occhialini rotondi; un modo per celebrare il vezzo del cantautore bolognese che li indossava in ogni occasione. Un autentico marchio di fabbrica.

Forse è stata proprio la bravura di Giuliano a scavare negli angoli nostalgici del cuore e a farci desiderare di chiudere gli occhi, riaprirli e vedere Lucio davanti quel microfono, con le sue movenze buffe e una voce che ha segnato la nostra vita. Ciao Lucio!

La gaffe di Amadeus

A riportarci con i piedi per terra è l’improvvisa gaffe di Amadeus che invita i Negroamaro a lasciare il palco, dimenticando che erano lì per cantare un altro brano ovvero ″Meraviglioso″ di Domenico Modugno.

Giuliano Sangiorgi è in evidente imbarazzo, Fiorello interviene con un “Perdonalo, non sa quel che fa”. La tensione lascia il posto a un timido sorriso e al bellissimo monologo che precede l’esecuzione del brano.

Zlatan ovvero l’arte di nascondere se stessi

Un cameo a parte merita l’apparizione di Ibrahimovic alla terza serata del Festival. Arrivato in ritardo per via di una rocambolesca avventura che lo ha visto raggiungere il teatro a bordo di una moto, il calciatore sale sul palco insieme a Mihajlovic. I due sono amici da lungo tempo. Al festival hanno raccontato del loro rapporto, delle invidie reciproche ma anche della malattia che ha colpito Sinisa, la leucemia.

Ed ecco che appare come per magia forse il vero Zlatan, un uomo autentico nascosto da un’aria burbera e scontrosa: “Quando l’ho saputo non avevo la forza di chiamarlo″ racconta il calciatore ″e non riuscivo a parlare, era lui che dava forza a me dicendo è un piccolo momento che passa, ma tutto andrà bene″.

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