In che cosa consiste la dieta chetogenica

La dieta chetogenica, consistente in un regime alimentare in cui vengono eliminati completamente tutti i carboidrati, consente di ridurre rapidamente i depositi di grasso localizzati a livello dei pannicoli adiposi, mantenendo inalterata la massa magra del corpo.

Seguendo questo programma dietetico, i carboidrati vengono sostituiti del tutto da proteine e grassi, per stimolare l’organismo a utilizzare prevalentemente questi ultimi a produrre energia.

Come conseguenza, oltre a una drastica riduzione dei pannicoli adiposi, si ha la produzione di corpi chetonici, composti chimici derivanti appunto dal catabolismo lipidico (lipolisi).

I corpi chetonici costituiscono l’unica fonte di nutrimento per le cellule nervose che, durante la dieta, non hanno più a disposizione le molecole di glucidi, normalmente unica risorsa nutritiva per loro.

In un simile regime nutrizionale, dopo 2 giorni, si instaura quindi il fenomeno della chetosi che, se prolungato per troppo tempo, può avere conseguenze negative sull’organismo; pertanto è necessario che la dieta venga seguita al massimo per 2 settimane continuative.

Infatti la chetosi, che è una condizione tossica, comporta numerosi rischi per la salute, soprattutto legati allo squilibrio di nutrienti introdotti e all’affaticamento dell’apparato renale, costretto a smaltire queste molecole.

Si tratta di una forma di digiuno, dato che la completa eliminazione degli zuccheri costringe l’organismo a cercare fonti energetiche sostitutive, che vanno a vicariare quelle glucidiche.

Il catabolismo obbligato dei grassi provoca da un lato la sintesi di energia e d’altro lato quella dei corpi chetonici, la cui concentrazione non deve superare un valore-soglia.

Quali possono essere i vantaggi della dieta chetogenica su pazienti affetti da Covid-19?

Secondo il professor Massimilano Caprio, responsabile del reparto di Endocrinologia Cardiovascolare dell’IRRCS dell’Ospedale San Raffaele, attuando un programma nutrizionale del genere è possibile ridurre il rischio di obesità collegato alla pandemia.

Il sovrappeso, oltre a costituire di per sé un grave problema, comporta anche molte conseguenze per le sue comorbidità e per tutti i disturbi di natura cardio-vascolare e respiratoria ad esso collegati.

Inoltre sembra ci sia un collegamento con la risposta immunitaria, secondo cui la dieta carboidrati sarebbe in grado di migliorare il funzionamento del sistema immunitario dei pazienti affetti da Covid-19.

Il meccanismo d’azione è probabilmente riconducibile alle citochime, molecole strettamente collegate all’insorgenza di numerose patologie virali.

Inoltre è stato evidenziato come l’effetto antinfiammatorio dei corpi chetonici, composti chimici che si formano in dosi elevate durante questo programma dietetico, sia in grado di provocare un effetto protettivo sui pazienti

Al momento queste evidenze sono state dimostrate soltanto mediante studi preclinici, e devono venire confermate da dati epidemiologici riferiti a un maggiore target di pazienti.

Si tratta comunque di risultati molto incoraggiati, supportati dall’osservazione che gli ammalati di Covid-19 in sovrappeso reagiscono peggio alle terapie e mostrano un più alto indice di rischio per le complicazioni.

Modulando la risposta immunitaria innata e adattativa, i corpi chetoni si sono rivelati preziosi alleati per combattere la propagazione del coronavirus su pazienti incapaci di reagire adeguatamente all’infezione.

Questi interessanti risultati sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Translation Medicine, un’importante testata giornalistica che si occupa di salute.

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