Il fatto che in politica avvengano spesso grossi colpi di scena e cambi di direzione non dovrebbe stupirci più di tanto, dato che i nostri rappresentanti al Governo ci hanno ormai abituati a vedere dei passaggi da una parte all’altra, voltando bandiera, senza scrupoli e senza pudore.

Oggi, però, la notizia della nomina di Tria da parte di Giorgetti qualcosa di ulteriormente deludente riesce ancora a farcelo provare.

Quando i politici cambiano rotta

Sembrano lontani, eppure non lo sono, i tempi in cui l’ex Ministro dell’Economia Tria veniva accusato per più questioni e attaccato da più fronti, compreso anche lo stesso suo attuale conferitore del nuovo ruolo. Giancarlo Giorgetti, difatti, se ben si ricorda quanto Lega e M5S andavano ancora a braccetto attaccò Tria sull’ipotesi mini-bot, a cui quest’ultimo si opponeva assieme alla possibilità della flat tax. Fu poi tutta l’alta congrega della stessa Lega (di cui Giorgetti sempre a capofila) ad assalire Tria sulla modifica del Meccanismo Europeo di Stabilità (meglio conosciuto a noi come MES).

Ci risuonano ancora nelle orecchie le parole di Salvini di allora a questo riguardo “più coraggio con le banche o faccia il panettiere” e pure quelle di Borghi “Nessuno lo obbliga a fare il ministro”.

Perdono, perdono, perdono

Suona quasi così l’epilogo degli scontri che Tria ha avuto con i suoi nemici-amici, che alla fine del 2019 pareva lo costringessero a valutare addirittura le sue dimissioni. Ma anche in politica, come in alcune storie d’amore, le cose cambiano, i sentimenti si trasformano e le persone tornano.

E così oggi vediamo Giorgetti nominare Tria come consulente del dicastero dello Sviluppo economico per i vaccini – senza oneri per lo stato – per lavorare al dossier sulla produzione nazionale dei vaccini, appunto, e intrattenere i rapporti con l’EU. L’attuale Ministro dell’economia ha firmato inoltre il decreto con il quale stanzia ben 200 milioni di euro per i necessari interventi di ricerca e riconversione industriale atti alla produzione dei vaccini.

Che dire: è vero che è sempre lecito cambiare idea, ma quando a farlo sono i nostri politici e in modo così plateale e poco coerente qualche fondato dubbio e un pò di ansia ce li fanno proprio venire.

L’importanza di produrre i vaccini internamente

Ora, che si tratti di Tria o di chiunque altri, la questione della produzione industriale nazionale dei vaccini è comunque fondamentale per il nostro paese. Abbiamo bisogno che le aziende farmaceutiche italiane facciano partnership con lo Stato per poter creare un hub all’avanguardia, in grado di soddisfare le necessità imminenti della popolazione. Senza le dosi sufficienti per vaccinare tutti i cittadini non riusciremo mai a bloccare l’emergenza sanitaria in corso.

Pertanto ben venga la nomina di un consulente dedicato per seguire il progetto – ancor più se è gratuita – e la liberazione di fondi a suo favore, sperando che ora in Parlamento non si giochi più a fare alleanze strategiche con l’uno o l’altro partito e ad insultarsi a vicenda, concentrandosi invece finalmente tutti assieme sul bene della nazione. Utopia? Chissà, staremo a vedere…







Non perderti nemmeno una news Seguici su Google News