OVH Cloud in fiamme: siti web down da stanotte

Nella notte scorsa un vasto incendio ha causato danni irreparabili presso il campus di OVH a Strasburgo. Per chi non la conoscesse, OVH è un’azienda che si occupa nel campo informatico della fornitura di infrastrutture cloud. Le sue sedi sono dislocate in diversi Paesi e in totale sono ben 32 i data center che le appartengono e che gestisce quotidianamente. Le fiamme si sono propagate velocemente all’interno del sito e anche se l’intervento dei vigili del fuoco è stato tempestivo, controllare le fiamme non è stato possibile e i danni sono stati dunque inevitabili. Per fortuna non vi sono state vittime perché nessuno era presente in quel momento nei locali interessati dall’incendio. Si escludono anche effetti importanti a livello di inquinamento ambientale e questa è già una notizia positiva, data la consistenza della nuvola di fumo che si è innalzata dal sito.

Le dichiarazioni del fondatore Octave Klaba su twitter

L’informazione è stata davvero tempestiva e il fondatore di OVH Octave Klaba ha tenuto tutti aggiornati su twitter. Proprio attraverso il social network egli ha fatto sapere che i danni maggiori li ha riportati il data center SBG2, dove non si è riusciti a domare le fiamme. Lì tutto è andato distrutto. SBG1 è stato interessato solo in parte dall’incendio, SBG3 è stato salvato dai vigili del fuoco che sono riusciti a isolare le fiamme e SBG4 non è stato affatto colpito. Le squadre impegnate sul luogo hanno lavorato ininterrottamente dall’1 del mattino, quando è stato dato l’allarme, fino alle 7. In ogni caso, l’intero campus è stato isolato. Proprio per SBG3, ha fatto sapere sempre Klaba questa mattina, si sta provvedendo a un restart per poter far ripartire il tutto il più presto possibile.

Migliaia di siti offline

Questa mattina gli utenti di centinaia di migliaia di siti internet si sono ritrovati a non poter accedere agli stessi. Più di 1,5 milioni sono i clienti che fanno capo ad OVH e ai suoi data center. Adesso il problema sarà capire quali danni sono stati apportati e in quanti decideranno di intraprendere un contenzioso legale contro OVH. La cosa che ha destato più perplessità è stata in verità la mancata riattivazione tempestiva almeno dei siti ospitati dai data center non toccati dall’incendio. Si è trattato di mancanza di un sistema di ridondanza o il motivo è stato un altro? Klaba l’ha spiegato molto chiaramente. Per rendere di nuovo accessibili i siti internet ospitati da SBG1, 3 e 4 è necessario attendere che si possa accedere al campus e qualcosa pare si stia muovendo proprio in queste ore. Quali danni potrebbero esserci? Sicuramente quelli derivanti dall’impossibilità di accedere a dati personali e sensibili presenti su alcune piattaforme. Insomma, la questione legale sarà abbastanza complessa da trattare, ma per ora da parte di OVH si fa quel che si può per ripristinare il servizio laddove possibile.

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