Un posto incantevole, letteralmente tra le nuvole visto che si trova a 2.575 metri di altitudine. Una posizione invidiabile che domina sia la vallata agordina che la piana ampezzana. Da lassù la vista è meravigliosa e si estende sulle Cinque Torri, sulle Tofane, sulla Civetta e sul Falsarego. Lassù c’è il rifugio Nuvolau che cercava un nuovo padrone ed è stato trovato nella ventisettenne bellunese Emma Menardi.

I candidati sono stati tanti, per il gravoso compito che rappresenta la gestione di un rifugio vero come il Nuvolau, addirittura aveva presentato la sua candidatura un ragazzo italiano che attualmente vive in Nuova Zelanda.

Ma il fascino della montagna aveva attratto anche molti giovani con un passato lavorativo alle spalle nei grandi alberghi di Londra, Madrid o Parigi. La bellezza di quei panorami, il richiamo di un nome che fa sognare oppure il desiderio di scappare dal rumore e dalla città, hanno fatto sì che al bando per entrare in lizza per la gestione del rifugio, in un magico e affascinante angolo delle Dolomiti, fossero davvero in molti, ben 255 candidature.

L’ha spuntata la ventisettenne di Belluno, che vanta una grande esperienza a livello internazionale, conosce e parla fluentemente cinque lingue ed è una vera giramondo, tanto che non ha potuto prendere parte al colloquio selettivo proprio perché in Sudamerica.

Con la sua famiglia si prenderà cura ora del piccolo rifugio Nuvolau, che con i suoi progetti di ristrutturazione e gestione ha convinto i dodici componenti del consiglio. Emma ha ottenuto sette preferenze e ha quindi ricevuto l’incarico, superando la concorrenza delle ultime quattro proposte che erano rimaste in lizza dopo un’attenta scrematura effettuata da parte del consiglio decisionale.

Il Nuvolau è uno degli più rinomati e antichi rifugi delle Dolomiti Ampezzane, è stato costruito nel 1883, ma una nuova costruzione si è resa necessaria dopo il disfacimento dovuto alla prima guerra mondiale. Rientrato in attività nel 1930 è stato gestito per quasi cinquant’anni dalla coppia formata da Mansueto Siorpaes e Jo Anne Jorowski.

Il nuovo contratto di gestione per Emma Menardi partità dal prossimo aprile, anche se l’apertura del rifugio vero e proprio non arriverà prima dell’estate a causa di alcuni necessari lavori di ristrutturazione.

È interessante e curioso scoprire che tra le tante candidature ci sia stata anche quella di una donna per un compito che si prospetta tutt’altro che agevole. Il Nuvolau infatti non è certo un albergo di montagna, è un rifugio al quale si accede soltanto arrivandovi a piedi e conta 24 posti letto.

È situato su una roccia e fino a qualche anno fa non era presente neanche l’acqua, alla quale si accedeva solo tramite delle taniche. In ogni caso anche adesso la situazione è difficoltosa poiché deve essere pompata e va utilizzata con parsimonia.

I rifornimenti arrivano tramite un cavo d’acciaio che fa parte di una teleferica per un quadro generale e finale che prevede tanto impegno e fatica. Quella di Emma è perciò da considerarsi una scelta coraggiosa, una sfida che la bellunese ha deciso di cogliere sia per ciò che rappresenta il nome importante del rifugio sia per il grande lavoro al quale sarà chiamata.

 

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